Questo è il titolo del Bollettino Ufficiale pubblicato per quanto riguarda la gara di spareggio tra le due formazioni, Montefiascone e Canale Monterano, per la permanenza nel Girone A del campionato di Promozione Regionale. Leggendo attentamente il bollettino è emersa una serie di problemi che lasciano perplessi e suscitano pesanti riflessioni, per questo riportiamo le affermazioni della Corte Sportiva Giudicante.

Il bollettino inizia con al frase: Ecco le motivazioni della Corte di Appello Territoriale che impongono la ripetizione del play out Canale Monterano-Montefiascone.

La Corte ritiene che il reclamo del Montefiascone, impugnando la decisione presa dal Giudice Sportivo, in prima seduta, sia parzialmente fondato e vada accolto, quanto all’istanza di ripetizione della gara.

Andando avanti si legge ancora: Invero, secondo quanto riferisce l’Arbitro, l’impianto sportivo sembrerebbe essere assai carente dal punto di vista della sicurezza. Il Direttore di gara descrive la recinzione dietro le panchine di una altezza inferiore ad un metro che, quindi, poteva essere scavalcata con facilità da chiunque. Ci si domanda: Chi ha scelto questo impianto?

Ancora più avanti si legge:.. Così ricostruiti i fatti ritiene la Corte che, malgrado l’Arbitro avesse alla fine ripristinato le condizioni per proseguire la gara, le circostanze descritte nel referto impongano di considerare le decisione della società Montefiascone di non riprendere l’incontro ampliamente giustificata.

Seguita ancora il comunicato: Le condizioni del calciatore Brachino sono risultate immediatamente gravissime, caratterizzate da un’assoluta perdita di coscienza con convulsioni; perdita di coscienza che si è protratta almeno per dieci minuti…. Sensazioni di tutti gli astanti sono state quelle di un evento di gravita inaudita, addirittura irreparabile, tante che, tutti si sono bloccati quasi annichiliti ed hanno tentato di soccorrere il calciatore, senza però sapere cosa fare.

Si legge ancora: E’ evidente che ci si trovi di fronte ad uno di quei fatti e circostanze eccezionali, previste dal regolamento, che giustificano ampliamente la decisone di far ripetere la gara, in un impianto più sicuro, e con l’auspicio di una adeguata presenza di forza pubblica.

Si legge ancora: non vi era presente alcun sanitario, se non la valorosa paramedico, non vi era un defibrillatore e la forza pubblica, considerando l’insicurezza del campo, era in numero non adeguato.

Ancora una volta si deve prendere atto che una gara sportiva che dovrebbe favorisce la socialità ed una sempre maggiore umanità tra le persone, per effimere superficiali e futili motivazioni, viene interpretata come una battaglia, da persone che dallo sport dovrebbero essere tenute lontane, in quanto pericolose.

Pietro Brigliozzi

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