VITERBO – Bella sorpresa per i giovani dell’Asd Basket Murialdo, che nella serata di mercoledì, si sono seduti a tavola accanto ad uno dei tanti ma fondamentali ingranaggi che fa muovere la grande macchina dell’NBA: Ralph Marchetta direttore generale di sport e divertimento, padre dell’Us Arways Center e pianificatore di tutta la stagione regolare dei Phoenix Suns.

 

Per capirci: se i Suns devono mettere il naso fuori dal deserto, o Miley Circus decide di dare spettacolo in quella che fu un giorno la casa di Steve Nash, tutto deve passare dalle sue mani. Un vero colpo di fortuna per i ragazzi dell’under 15/16 che hanno potuto sfruttare la parentela di Marchetta con il proprietario della pizzeria Frank’s di Piazza Unità d’Italia, sponsor quest’anno proprio dell’Asd Murialdo. E dopo aver svelato alcuni retroscena del basket americano, e cosa c’è dietro gli spettacoli all’interno dei grandi palazzetti, sono arrivati anche i regali: maglie e capelli ufficiali della franchigia dell’Arizona per tutti.

 

“Lo sport è molto importante non solo nel senso del gioco – ha ricordato Marchetta – dietro c’è una palestra di vita che può aiutare soprattutto i più giovani a formarsi come persone. Creare il gruppo, cementarsi: In America è questo il senso dello sport. Facendo sacrifici si può arrivare in alto, e in Italia ci sono ormai esempi che l’Nba è lontana ma non impossibile. Spero che altri ragazzi italiano riusciranno ad arrivare nel campionato americano – ha concluso l’italoamericano – ma se si ha costanza, voglia e disciplina sognare si può”.

 

Una sorpresa orchestrata anche grazie all’organizzazione del responsabile Fip Minibasket, Lorenzo Tedeschi, che un passo alla volta, e con la sua grande passione, sta aiutando tantissimo la città a far riavvicinare i più giovani alla palla a spicchi.

 

“Siamo contenti soprattutto per i ragazzi – ha detto Tedeschi – era un’occasione da non perdere e siamo tutti molto felici di aver conosciuto una persona splendida. Marchetta è stato molto disponibile e spero possa aver stimolato di più i presenti. Il lavoro di crescita, la voglia di stare vicino a questo sport passa anche da queste cose – ha concluso il numero uno del Minibasket – senza dimenticarsi che il lavoro sui giovani deve sempre essere divertente e costante”.

 

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