I Tipi strani, la psychiatric band tarquiniese, sul palco della manifestazione Rock On

I Tipi strani, la psychiatric band del centro diurno tarquiniese, del Dipartimento di salute mentale della Asl di Viterbo, si sono esibiti la scorsa settimana sul palco della terza edizione della manifestazione Rock On, evento musicale, di livello nazionale, promosso dall’Associazione “I Love Acquavella”, ad Acquavella, frazione di Casal Velino, in provincia di Salerno. La manifestazione è nata, e si è sviluppata negli anni, con l’intento di creare una rete per condividere dei percorsi riabilitativi concentrati sulla persona, combattere lo stigma e favorire l’inserimento nel contesto socio-culturale.

Tra le iniziative in programma anche una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di importanti figure di spicco del settore. Tra questi, Venanzio Venanzi, dirigente psicologo del Centro diurno di Tarquinia, che ha illustrato, in un ampio intervento, le motivazioni che hanno portato alla creazione del laboratorio musicale da cui è nata la rock band, Tipi strani, individuando forme di coinvolgimento e partecipazione attiva di utenti affetti da varie patologie psichiche. Anche due utenti, membri della band, nell’occasione, hanno preso la parola per testimoniare pubblicamente  la validità  di questa lunga esperienza.

Gran parte del mio lavoro  – ha spiegato Venanzi – consiste ogni giorno, nel cercare di rimettere in circolo un’energia vitale, una voglia  di fare, di esserci, in persone che  sembrano aver perduto queste spinte vitali, che spesso si sentono chiuse dentro sé stesse, temono l’apertura a nuove esperienze, si difendono dalla vita stessa che va avanti. La musica ci è venuta incontro, nel momento in cui ci chiedevamo: ma cosa possiamo fare per ridare un senso a vite abbandonate, a storie congelate”. Così, già nel 1998, nel Centro diurno tarquiniese prende forma  il primo laboratorio musicale  ‘Palco Aperto’.

“Ci siamo messi in gioco direttamente – continua Venanzio Venanzi – mettendo a disposizione concretamente i nostri strumenti musicali. Ci siamo resi conto che la band stessa poteva essere un importante strumento di cura poiché favorisce l’identificazione col gruppo, lo sviluppo del senso di appartenenza. Suonare insieme implica il riconoscimento di sé e dell’altro, fa scoprire il valore dello stare insieme, del costruire insieme, fa scoprire le proprie potenzialità e aumenta anche la consapevolezza dei propri limiti.

A distanza di anni e di innumerevoli concerti sui palchi di tutta Italia, i Tipi strani si sono ritrovati ancora una volta ad Acquavella, in una bella e accogliente piazza, con tutta la strumentazione pronta a suonare insieme ad altre band. “E ci vuole coraggio a salire su un palco – ha concluso Venanzi -, a cantare, suonare, esporsi con tutte le nostre fragilità: è un’esperienza dalle  forti tonalità emotive. A volte occorrono mesi e mesi di prove per preparare un repertorio per un concerto e, poi, ci si gioca tutto durante l’esibizione dal vivo. Ma sta anche qui la forza ristrutturante che può venire da queste esperienze, dalla possibile espansione delle proprie capacità e dal  rafforzamento, comunque, del senso dell’esserci, dell’essere riconosciuti e anche apprezzati. Nel concerto abbiamo proposto i nostri brani originali che esprimono le varie difficoltà quotidiane, ma anche la  fiducia in rapporti umani validi, speranza nella vita che verrà. La partecipazione emotiva, mia, ma anche di tutto il gruppo, è stata molto forte perché con questo evento si va verso la conclusione di un percorso vitale energetico, un’avventura ricca di sogni condivisi e con la volontà di esprimere un  vero ‘grazie’ ai tanti che ci hanno seguito, incoraggiato, apprezzato in questi lunghi, intensi 25 anni. Grazie a chi ha creduto insieme a noi in una musica che protegge l’anima”.