Il modo in cui il Sindaco di Tarquinia, non curante di critiche e suggerimenti, sta portando avanti la ZTL del centro storico e la chiusura al traffico di Via Vecchia della Stazione (dove sta casa sua), non si addice al primo cittadino di una comunità che, con i doverosi distinguo, non può essere trattata diversamente da una grande famiglia. In famiglia ogni momento conta. E contano molto i momenti della discussione e delle decisioni condivise. Nel caso della ZTL le campane da sentire sono varie: residenti, portatori di bisogni speciali, titolari di attività ed altri ancora. Poi, indubbiamente serve l’assunzione di responsabilità per l’atto finale: la scelta. Togliere però alla città la possibilità di partecipare con idee e osservazioni è tipico del padre despota, che troppi nostalgici sognano per soddisfare la propria permanente insicurezza. Ma il padre despota dà sicurezze effimere e demolisce piuttosto che costruire.

Di certo il sindaco di Tarquinia fa sentire sicura la sua piccola corte di assessori e consiglieri di maggioranza o di puntello che, se osano parlare, spesso usano toni che dall’arrogante sfociano verso la maleducazione, a coprire la vuotezza dei contenuti. Che la minoranza consigliare rappresenti oltre il 70% degli elettori non conta per lui e per la sua corte. Il decisionismo va bene per un manager,, non per un sindaco. 
Apparentemente la vita della città sembra organizzata ma ai membri della comunità è stato sottratto qualcosa di cui hanno diritto: partecipazione e condivisione. Quando poi il decisionismo è tutto fumo e gli errori vengono riproposti con perseveranza, allora è giusta la protesta dei cittadini. Alimentare e far crescere la vita comunitaria non è un optional, per un sindaco è un atto dovuto.

A riprova dello stile di Giulivi è utile osservare come l’amministrazione sta affrontando la questione nuovo appalto rifiuti, non più rinviabile, dopo tre anni di proroga tecnica; parliamo di una spesa annuale di quasi due milioni e mezzo di euro, per un totale di oltre 17 milioni di euro in 5 anni. Tutto tace, non un dibattito, non un momento di riflessione comune per conoscere idee, disfunzioni, miglioramenti possibili ma soprattutto per rispettare l’idea che una comunità cittadina è come una famiglia, dove partecipare e condividere le grandi scelte è un diritto-dovere. E nel caso dei rifiuti è ancora più importante il coinvolgimento, perchè la raccolta differenziata la fanno funzionare i cittadini, con il loro comportamento responsabile.

A conclusione di queste riflessioni vogliamo mandare un saluto affettuoso all’ex Sindaco Pietro Mencarini, che sappiamo gravemente sofferente. A lui riconosciamo il merito, durante il suo breve mandato, di aver risposto positivamente alla voglia di partecipazione e di condivisione da parte dei cittadini su temi rilevanti, cosa che Giulivi non sa fare. Ci dispiace.