Presente il Vescovo Gianrico Ruzza che ha lanciato un accorato appello dopo aver visitato il Memoriale della Shoah presente nella Cittadella.

Si è svolta nel pomeriggio del 28 gennaio la piccola cerimonia nella cittadella di Semi di Pace.

Il presidente dell’associazione umanitari Semi di Pace, Luca Bondi: “Le restrizioni dovuto all’emergenza sanitaria non hanno permesso, quest’anno, di ospitare nella cittadella di Semi di Pace, la manifestazione con gli studenti, i rappresentanti delle religioni, le istituzioni in occasione della giornata della memoria. – riferisce – Nel pomeriggio c’è stata una breve ed intensa cerimonia, con un numero di partecipanti limitato, che ha visto la partecipazione del Vescovo della diocesi di Civitavecchia–Tarquinia, Mons. Gianrico Ruzza e della dirigente dell’IIS Cardarelli Laura Piroli, – Nell’incontro si è fatta memoria sul progetto del memoriale della shoah della cittadella, iniziato nel 2015 con il coinvolgimento degli studenti e insegnanti del Cardarelli. La visione del filmato ” in memoria…. Di Piero Terracina” ha ricordato la straordinaria figura del grande testimone che ha speso tutta la sua vita per raccontare la tragedia  della shoah”. Al termine della cerimonia tutti i partecipanti si sono recati nel vagone ferroviario, posto al centro del memoriale, per  lasciare, simbolicamente, piccoli lumini di speranza per un mondo più rispettoso della dignità umana”.

Accorato l’appello del Vescovo della Diocesi Tarquinia – Civitavecchia sulla Shoa e l’importanza del ricordo, dell’ambiente, del rispetto dell’altro.

“La prima visita che ho fatto in diocesi è stata proprio qui, a Semi di Pace.  Ero qui da pochi giorni e tramite un amico comune, padre Paolo, il vostro assistente, sono arrivato e abbiamo celebrato, ancora ricordo, la messa- Oggi ricevo un altro regalo da voi, perché poter partecipare con voi, qui nel memoriale in questa giornata che ho sempre vissuto da quando è stata istituita come un’occasione di grazia,  e devo dire che il mondo cristiano deve proprio tanto a Giovanni Paolo II, che ha contribuito con la sua azione pastorale a questa istituzione, istituzione, come sapete nell’anno 2000 se non ricordo male, a cura del sen. Furio Colombo. Fu lui a proporre la legge poi approvata in Parlamento, però certamente il contesto culturale che si era sviluppato con la visita di Papa Giovanni Paolo secondo alla Sinagoga di Roma nell’aprile del 1986, e ancor di più con un pronunciamento di qualche tempo successivo in cui il Papa fra virgolette chiedeva perdono per le omissioni del mondo cristiano, che avevano in qualche modo permesso al brodo dell’antisemitismo di far sviluppare e poi germogliare tutto quello che è stato ed è successo attraverso la furia nazista, credo che siano fatti significativi che hanno poi costellato un dialogo che abbiamo vissuto anche qualche giorno fa qui in occasione del la giornata del dialogo fra ebraismo e cristianesimo”. Poi la promessa di una visita al Cardarelli di Tarquinia, quando sarà possibile, pandemia permettendo. Poi il Vescovo ha lodato la terra e l’attività agricola della Tuscia e l’importanza del “custodirla” .

“Penso che questa cosa di collegare i giovani alla terra non è solamente in vista di una logica profittuale, perché una regione come questa, come la Tuscia, ha tanta terra, l’attività agricola ancora funziona, sebbene con tante difficoltà, ma nella terra c’è molto di più , c’è quello che diceva Papa Francesco nel “Laudato sii…” che ispira anche il tema di quest’anno,  “il custodire” che abbiamo proposto a Luca e a Padre Paolo, perché è il tema del recuperare il rapporto dell’origine dell’uomo con la terra… Adam, l’uomo…Adamà, la terra… l’Humus, la terra…l’umiltà, l’uomo, da humus…Il collegamento non è solo semantico ma è qualcosa di molto più grande. Se noi non torniamo alla terra, non torniamo alla pulizia, alla libertà, alla serenità che la vita della terra dà, noi perdiamo l’orizzonte della storia. Pochi giorni fa, un padre salesiano che è venuto a fare  formazione a noi Sacerdoti della Diocesi, ci portava delle cifre drammatiche, faccio solo un piccolo riferimento: se la temperatura non è contenuta entro certi gradi entro il 2030, fra trent’anni, Civitavecchia non ci sarà più; il mare l’avrà sommersa. Sono cifre reali, proiezioni statistiche fatte con studi scientifici e così potremmo parlare di tante altre situazioni oltre al grande fenomeno migratorio che come ho detto l’altro giorno parlando con i sindaci della nostra Diocesi,  è un fenomeno che non ha origini politiche ma ha origini climatiche e Papa Francesco lo denuncia con molta chiarezza nel “Laudato sii”. È questo il significato di riportare i giovani alla terra e fare amare ai giovani, la terra noi dobbiamo amare la terra e amare i giovani e amando i giovani e la terra ricreiamo un ecosistema nuovo che è l’ecologia integrale di cui parla Papa Francesco. La messa che celebro il Giorno della Memoria, è particolare perché è il giorno della Shoah”. Il Vescovo ha poi stigmatizzato gli interventi tesi al negazionismo : “Il negazionismo non è un’invenzione dei giornali di sinistra come qualcuno vuole dire. – ha aggiunto – Il negazionismo è una realtà. Il negazionismo è una piaga, è un dramma e lo sa bene la cultura tedesca che si confronta tutti i giorni con questo fenomeno e che oggi ha nella sua vita politica: un’espansione molto preoccupante di gruppi di estrema destra che si rifanno esattamente alle teorie hitleriane…purtroppo! Noi non possiamo prescindere da Israele, noi siamo una costola di Israele. La rivelazione viene in Gesù Cristo…non c’è dubbio, però Gesù viene dal popolo di Israele…Gesù è stato del popolo di Israele e lo dicevamo qualche giorno fa, nella giornata del dialogo col mondo ebraico. Nel 1938 quando Hitler venne a Roma e la famosa visita… Papa Pio XI lasciò la città, proprio per non permettere che la città di cui era Vescovo fosse calpestata con la sua presenza da questo nemico di Dio, che stava varcando il suolo italiano….e la famosa frase: ”Siamo tutti Semiti” non è una frase detta per essere…”politically correct”in quel momento ma è una frase detta perché ciascun cristiano ha la sua radice in ebraico e quindi ha una radice semitica…Credo che questo dobbiamo ricordarlo. Io penso che questo giorno dobbiamo viverlo con un pensiero forte a tutti coloro che sono morti nei campi di concentramento, insieme ai fratelli ebrei, insieme alle sorelle ebree…insieme ai bambini ebrei…e penso quindi  anche ai testimoni del mondo cristiano che…hanno dato la vita insieme a loro, ben sapendo che il numero di ebrei che è stato torturato, umiliato, ucciso, non ha comparazioni è qualcosa che rimane purtroppo come pietra nel cuore per il dolore nell’uomo”. Poi il Vescovo ha ricordato la Edith Stein la grande filosofa allieva di Husserl, “Oggi non solo è Santa ma è addirittura patrona d’Europa. Una figura straordinaria nel mondo cristiano,  perché il suo passaggio…il suo sentirsi così profondamente ebrea, anche se cristiana cattolica, monaca di clausura…dice qualcosa di molto importante. Giustamente facevano notare in una trasmissione in televisione il mondo ebraico, che è stata uccisa in campo di concentramento, ma  non perché fosse una monaca carmelitana ma perché era ebrea. Verissimo, ma era un’ ebrea che aveva trovato la connessione fra la sua fede originaria,la sua origine e la rivelazione di Gesù Cristo. E voglio citare anche un’altra persona straordinaria e che oggi è molto conosciuta e che è Etty Hillesum,  è straordinaria un po’ come…la Stein e che in qualche modo ha scelto di stare in campo di concentramento potremmo dire una sorta di suicidio volontario: ha scelto di andare a condividere con la sua gente quello che la sua gente stava vivendo: il suo diario è molto esplicito.