Riportate a Tuscania le foto di Enzo Falleroni fotografo d’eccellenza!

La figlia Teresa, ha scritto che suo “padre nacque nel 1922 a Tuscania, dove morì nel 1983. Fu orologiaio, orefice, fotografo e, nel 1955, aprì un suo laboratorio a Tuscania. Durante la seconda guerra mondiale fu fatto prigioniero e deportato in Germania, a Berlino, in un campo di lavoro. Apprese la lingua tedesca e di questa competenza si avvalse, nei decenni successivi, per accompagnare diversi turisti tedeschi alla scoperta di Tuscania. Mostrò ,per tutta la vita , curiosità per la storia, la scienza, la letteratura e l’attualità. Lesse molto, dai quotidiani ai periodici mensili, acquistò collane di libri ed enciclopedie; appassionato di arte, di archeologia e di natura paesaggistica, era sensibile al valore delle bellezze di Tuscania, dai monumenti al territorio. Fu affascinato dai siti archeologici dislocati nel comprensorio. Cominciò a cogliere ogni dettaglio interessante a livello artistico.

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Le basiliche di San Pietro e di Santa Maria Maggiore diventarono gli obiettivi di maggiore interesse ed Enzo ne immortalò i singoliparticolari. Apprese , autonomamente, la tecnica di stampa e la passione per la fotografia accrebbe di anno in anno. Alla fine degli anni Sessanta, per una sua iniziativa, nacque la sezione tuscanese di Italia Nostra nella sede dell’ex ufficio postale in piazza del Comune. Continuò a fotografare ogni angolo del centro storico ed accumulò del materiale cospicuo. Vennero indirizzati a lui studenti universitari alle prese con la tesi di laurea  in ingegneria od in architettura. Conobbe, tra questi, Giampiero Fusco, che diventò a breve l’Ingegner Fusco. Si instaurò tra i due un’amicizia autentica, alimentata da passioni comuni, che durò per tutta la vita e che sopravvive nel ricordo delle rispettive famiglie. Il 6 febbraio 1971 un terremoto, senza precedenti nella Tuscia, distrusse la cittadina di Tuscania.

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L’Ingegner Fusco, collaboratore dell’Ingegner Testaguzza , Responsabile del Genio Civile, fu chiamato a valutare gli ingenti danni provocati dal sisma, quei danni che Enzo Falleroni documentò con la sua macchina fotografica, la stessa macchina che, negli anni precedenti, aveva ritratto Tuscaniaancora intatta. Dal confronto con le sue fotografie, presenti in  archivio , è stato possibile ricostruire, con fedeltà, il ritratto di un centro storico raso al suolo. Negli anni successivi al terremoto, Enzo Falleroni iniziò una lunga collaborazione con la Dottoressa Joselita Raspi Serra anche per la pubblicazione intitolata “Tuscania, cultura ed espressione artistica di un centro medioevale”.

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La maggior parte del materiale presente in questa pubblicazione è di Enzo Falleroni. Sono sue anche le riprese di un’altra pubblicazione intitolata “I Curunas di Tuscania” a cura di Mario Moretti ed Anna Maria Sgubini Moretti. Prima del suo decesso lavorò per conto dell’Ente del Turismo della Provincia di Viterbo. Ricordo che era impegnato a catalogare oggetti sacri ed affreschi nella chiesa di Santa Maria della Quercia, il cui parroco era Don Sante Bagnaia.” 

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Nel passato mese di febbraio, mentre stavo lavorando, gratuitamente, con i giovani del servizio civile, nella trascrizione del manoscritto sulla storia di Tuscania di Antonio Barbacci del 1704, nella sede della Pro Loco di Tuscania, si presentò il Professore Giuseppe Giontella e mi informò che, per interessamento della Dottoressa Giovanna Mencarelli, era possibile riportare a Tuscania il fondo fotografico di Enzo Falleroni, fotografo d’ eccellenza. Pertanto la vedova dell’Ingegnere Fusco aveva deciso di donare a Tuscania quel fondo. Incaricarono me di organizzare il tutto e telefonai subito alla signora. Immediatamente  in data otto febbraio  comunicai al Consiglio  Direttivo della Pro Loco di Tuscania, presieduto allora da Stefania Ciancaleoni,  questa bella notizia. Riferii questa opportunità anche al Sindaco Fabio Bartolacci, agli assessoriStefania Nicolosi , Stefania Scriboni e Sabatino Tuccini, tutti molto contenti di questo arricchimento culturale. Dopo aver telefonato, diverse volte, alla vedova, finalmente il primo marzo  insieme al dipendente comunale Alberto Pergolesi sono andato a Roma presso l’abitazione del defunto Ingegner  Giampiero Fusco; la signora Marcella Solfizi ci ha fatto entrare nel suo appartamento  e ha donato a Tuscania cinque scatole contenenti il fondo fotografico di Enzo Falleroni, in suo possesso. Tornati a Tuscania, come da accordi con il Sindaco,  abbiamo depositato le scatole con le foto nella Biblioteca comunale. L’Ingegnere Giampiero Fusco, tra l’altro, nel 1976 redasse la Variante al Piano Particolareggiato per la ricostruzione ed il restauro del centro storico di Tuscania. Realizzò anche un elegante studio di carattere architettonico sul Terziere dei Castelli, un contributo alla storia di Tuscania.

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Ultimamente alcune foto di Enzo Falleroni sono state utilizzate nella mostra fotografica, allestita presso la chiesa ed il chiostro di Sant’Agostino a Tuscania, unitamente anche ai miei studi ,che ho messo a disposizione, relativi al complesso monumentale del convento, alla famiglia Toscanelli Ludovisi ed alla cappella di San Giobbe, al quadro della Madonna della Cintola di Anastasio Fontebuoni da Firenze, al quadro del viterbese Valentino Pica raffigurante la Madonna della Misericordia, chiamata anche del Popolo e del Carmine , e  San Nicola da Tolentino  , ai lavori ed ai quadri fatti eseguire dal Priore agostiniano Baccelliere Fulgenzio Pocci. Come da autorizzazione  del Responsabile dell’Area II ^ del Comune di Tuscania , il materiale fotografico sarà restituito dalla Pro Loco entro cinque giorni dal termine dell’iniziativa.

Mauro Loreti