Comune Vetralla

«Siamo soddisfatti di aver aperto una breccia, nella giornata di oggi, con l’ordine del giorno totalmente assunto dalle dichiarazioni del Sindaco proposto dalla consigliera Ragonese, per impegnarsi a seguire la vicenda dei nostri concittadini che lavorano nell’azienda Farnese Pneumatici Spa che molto probabilmente riceveranno la lettera di licenziamento i primi giorni di luglio.

Un impegno, quello che ha assunto il Sindaco anche in nostra rappresentanza, – osserva Vetralla Tutta – che dovrà essere attivo e propositivo, sin dai prossimi giorni, cercando di ottenere risposte concrete per il futuro reinserimento dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolte. Proprio per ottenere obbiettivi realmente praticabili abbiamo proposto di creare un tavolo di discussione apposito con la Regione Lazio e l’Assessore al Lavoro, Claudio Di Berardino. Proposta che è stata accolta positivamente dall’amministrazione che si impegnerà a questo scopo. Abbiamo appreso del tentativo fallito di concedere la cassa integrazione straordinaria, per ora, a tutti i lavoratori e le lavoratrici per l’impossibilità manifestata dall’azienda di poter prevedere qualsiasi tipo di ristrutturazione. Speriamo che il tavolo previsto per il 21 giugno al Ministero del lavoro, di cui si è interessato il M5S, a cui ci auguriamo partecipi anche il Sindaco, possa dare qualche notizia positiva. Noi sicuramente lo seguiremo.

Avremmo voluto che questo tema fosse stato oggetto di un consiglio comunale straordinario aperto, che la consigliera Ragonese ha richiesto, senza trovare l’approvazione del resto della maggioranza, ma solo dei consiglierei Ciucci e Zelli, per ascoltare i lavoratori, le lavoratrici, i sindacati e la cittadinanza tutta. Il licenziamento di 55 persone è una vicenda collettiva, la chiusura di un’azienda come Farnese Pneumatici coinvolge il paese intero merita di essere discusso e da tutti, nell’Aula istituzionale, anche con l’opposizione, perché il loro futuro riguarda il futuro di tutti e tutte noi e non di chi vuole metterci inutili cappelli politici. Non si può dire di tenere aperte le porte e poi chiuderle di fronte ad una richiesta di ascolto. Terremo alta l’allerta».