Al Cosmonauta  ha avuto luogo un interessante convegno sul valore cinematografico delle realizzazioni di Pierpaolo Pasolini tenuto da Rosella Lisoni e presentato da Federica Marchetti.

È stata un’anteprima sugli eventi che sono in preparazione per il centenario della nascita (5.3.22) di Pasolini. Chi era Pier Paolo Pasolini ancora in molti se lo chiedono, Wikipedia lo presenta come poeta, sceneggiatore, attore, regista, scrittore e drammaturgo italiano. Culturalmente versatile, si distinse in numerosi campi, lasciando contributi anche come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista.

Attento osservatore dei cambiamenti della società italiana dal secondo dopoguerra sino alla metà degli anni settanta nonché figura a tratti controversa, suscitò spesso forti polemiche e accesi dibattiti per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi delle abitudini borghesi e della nascente società dei consumi, come anche nei confronti del Sessantotto e dei suoi protagonisti. Il suo rapporto con la propria omosessualità fu al centro del suo personaggio pubblico.

Lisoni

L’incontro con la Lisoni e la Marchetti è stato basato su una divagazione approfondita sul fatto che l’artista considerava un’arte riscoprire corpi e luoghi che riteneva perduti, molti nel deserto della modernità, quindi un cinema definito da lui stesso “lingua scritta della realtà”, che racconta di storie cucite sui corpi degli attori.

Un cinema di poesia, in grado di restituire il reale nella sua interezza, una lingua nuova transnazionale che permette a Pasolini di passare il confine italiano e spingersi oltre il proprio contesto culturale.

Sarà il cinema che renderà immortale Pasolini e lo consacrerà alla gloria.

Nel corso del convegno Rosella Lisoni ha evidenziato la passione pittorica del regista friulano ricordando che il cinema pasoliniano non nasce da immagini cinematografiche bensì da immagini pittoriche .

Allievo di Roberto Longhi, Pasolini nutre per le arti figurative un amore infinito al punto da rappresentare visivamente quadri del trecento italiano, del Rinascimento e del seicento.

Le opere di Giotto, Mantegna, il Pontormo, Rosso Fiorentino, Caravaggio sono presenti in molti suoi film.

Interessanti le domande del pubblico relative al rapporto profondo che il regista ha avuto con la madre e delle ragioni che hanno spinto Pasolini a intraprendere il progetto di Petrolio.

Sfruttando l’occasione Rosella Lisoni ha presentato al folto pubblico presente il suo nuovo libro “L’ultimo Pasolini: tra forma e realtà” e ha dato appuntamento al pubblico al 5 marzo, data di nascita di Pier Paolo Pasolini per la presentazione ufficiale del suo lavoro.