Martedì 11 dicembre (ore 10) al teatro Caffeina in via Cavour va di scena in prima assoluta lo spettacolo “Gli stessi sogni. Migranti senza tempo”. Un’iniziativa targata Programma integra e realizzata nell’ambito del progetto IPOCAD, Regione Lazio ente capofila. Insieme con artisti e musicisti professionisti, insieme con giovani richiedenti e titolari di protezione internazionale ed ex beneficiari dei progetti gestiti da Programma integra, protagonista la Banda del racconto capitanata da Antonello Ricci

Appuntamento a Viterbo, teatro Caffeina (via Cavour). Martedì 11 dicembre 2018 (a partire dalle 10). Sarà di scena “Gli stessi sogni. Migranti senza tempo”, un’iniziativa targata Programma integra e realizzata nell’ambito del progetto IPOCAD (Integrare politiche, servizi ed iniziative per coinvolgere gli attori e i destinatari). L’evento, finalizzato alla sensibilizzazione sul tema delle migrazioni si propone di promuovere la cultura dell’accoglienza attraverso il teatro, di diffondere i materiali prodotti nell’ambito del progetto stesso, di promuovere lo scambio tra giovani italiani e giovani stranieri, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

Si partirà con gli immancabili indirizzi di saluto: prima toccherà a un rappresentante della Regione Lazio, ente capofila del progetto IPOCAD; poi sarà la volta di Costanza Raguso e Laura Antonini di Programma integra; infine Luca Di Sciullo del centro studi e ricerche IDOS.

Subito dopo, “mossiere” narrativo Antonello Ricci, il sipario si spalancherà per la pièce teatrale “Gli stessi sogni. Migranti senza tempo”. Uno spettacolo che racconta le migrazioni attraverso la viva voce dei migranti, senza differenze di provenienza. Protagonisti sul palco richiedenti e titolari di protezione internazionale ospitati presso il CAS – Centro di Accoglienza Straordinaria di Viterbo ma anche ex beneficiari dei progetti gestiti da Programma integra sul territorio di Roma, coadiuvati in scena da attori professionisti.

Numerose e variegate quindi le forze messe in campo per comunicare al meglio i delicati temi toccati dal lavoro, a partire da una scenografia realizzata con opere originali del pittore senegalese Mokodu Fall.

Grazie alla sinergia dei linguaggi di teatro, musica e arte pittorica, l’evento intende promuovere un incontro diretto tra studenti di varie scuole medie superiori di Viterbo e giovani migranti che vivono nel loro Paese e nella loro stessa città. L’obiettivo è quello di avvicinare mondi diversi attraverso l’ascolto delle storie e dei sogni di chi giunge in Italia per scappare da miseria, guerre e persecuzioni.

Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con Banda del Racconto, realtà locale che dal 1999 realizza spettacoli teatrali, libri e graphic novel, documentari video, passeggiate/racconto, reading/concerti e che dal 2017 dà vita al master di I livello DIBAF-UNITUS per “Narratori di comunità”. Per l’occasione la Banda, capitanata da Antonello Ricci, oltre alla presenza dei giovani migranti coinvolti nella pièce si avvarrà della collaborazione di attori e musicisti professionisti.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

Si ringraziano di cuore il CAS Viterbo Tre Fontane e Don Elio Forti della Parrocchia di Santa Maria della Verità. Un grazie speciale a Elena Spagnoli. Grazie a IPSE Viterbo.

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