VITERBO – Da quando la Madonna se ne sta rinchiusa tra le navate di una chiesa e non scende più nelle piazze, tra la gente, a ricevere onori e tributi di inni, preghiere e folclore , si è affievolita la partecipazione popolare dei fedeli che non produce più quella sana letteratura laico-religiosa dei decenni passati.
Il revival “Evviva Maria” di giovedì scoro alla chiesa viterbese di Santa Maria della Verità nel giorno dell’Immacolata – per merito del Touring Club e della Parrocchia guidata da don Elio con il sostegno del Comune e della Fondazione Carivit – ha avuto il sapore di un omaggio alle poche liturgie pop sopravvissute all’inclemenza di tutto, con la spontanea partecipazione di quegli stessi protagonisti che durante l’anno riescono ancora a riempire le strade di fedeli e curiosi.

Ecco allora la Festa della Madonna del Fiore di Acquapendente, commentata da Valeria Zannoni del Comune nel ricordo dell’invasione del Barbarossa, con l’ostensione di un “mini pugnalone” portato dai bambini che lo hanno composto, seppur fuori stagione, appositamente per la circostanza. Ed ecco il Coro delle Confraternite di Latera condotto da don Emanuele Germani eseguire al buio, alla luce fioca di strane fiaccole entro fondi di bottiglia (come da tradizione) alcune nenie dedicate alla Madonna che non trovano spartito se non nel cuore di quei pochi cultori di Latera che le conoscono ancora a memoria avendole apprese da nonni e genitori.

Infinita e immensa la storia della Madonna della Quercia, raccontata con fede da Gianfranco Ciprini, che celebra il prossimo anno sei secoli di devozione, da quando mastro Monetto nel 1417 dipinse su tegola la miracolosa Madonna col Bambino.

Sostenuta da un chiasso assordante ma gradevole, la presentazione di don Roberto Fabiani della Madonna Santissima del Monte di Marta con le tradizionali Passate (guai a chiamarla Barabbata). Le grida a squarciagola dei Signori delle quattro Corporazioni hanno fatto tremare la grande aula della chiesa: “Evviva Maria,! Sia lodato il Santissimo Sacramento! Evviva la Madonna Santissima del Monte! Evviva Gesù e Maria!

Gran finale a sorpresa , come da copione, con il complesso bandistico “I Fedeli di Vitorchiano” diretto da Giuseppe Sargeni. Il loro “Mira il tuo popolo” suonato a passo di marcia tra la bussola e l’altare ci ha riconciliato con la Madonna. Ma di musica c’è stata tanta: il Coro dell’Unione Musicale “A. Ceccarini” di Viterbo diretto da don Roberto Bracaccini (denso di nostalgia l’“Andrò a vederla un dì”) e le improvvisazioni all’organo di Ferdinando Bastianini, perfino sull’Inno di Mameli. Applausi convinti del numeroso pubblico incollato sui banchi per circa due ore. Saluto conclusivo del vicario del Vescovo don Luigi Fabbri. Alla fine brindisi natalizio con bruschetta all’olio extravergine e vino novello per tutti. Ha condotto il sottoscritto.

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