Mi sono sempre trovato molto bene in questo paese: vi ho conosciuto e apprezzato persone socievoli, festaiole, educate, riservate. Vivendo dentro il borgo – ci scrive Giovanni Merloni, residente a Bagnaia da 15 anni ma originario di Viterbo – ho potuto assaporare la vita “di dentro”, come si usa dire qui per distinguere coloro che vivono dentro o fuori le mura. Nel borgo c’è gente di comunanza, di solidarietà. Persone con cui è facile fare amicizia. Da un po’ di tempo faccio fatica a constatare e ad accettare il modo non curante con cui viene trattata questa comunità dall’amministrazione comunale.

Qui a Bagnaia, per esempio, abbiamo un solo operatore ambientale, che deve provvedere (più o meno fa il meglio che può) a pulire anche l’altra frazione de La Quercia.

All’interno del borgo di Bagnaia (il suo centro storico) non abbiamo nemmeno una motoscopa, che una tantum potrebbe pulire e disinfettare le stradine, ricoperte di escrementi di piccioni, cani e gatti. In più, gioverebbe un controllo più intenso per multare la gente che non raccoglie.

In questo paese, pieno di turisti per via di Villa Lante, abbiamo un parcheggio auto pieno di cartacce, bottiglie (di plastica, di vetro) nonché una cisterna di raccolta per l’olio fritto usato che é una cosa vergognosa e pericolosa per i bambini, che giocano in un campetto adiacente (10 metri appena dalla cisterna stessa).

Nello stesso parcheggio abbiamo una cabina del gas completamente smantellata e aperta: altra fonte di pericolo per i bambini, che giocano a pochi passi.

Personalmente, ogni domenica mi dedico per un’ora alla pulizia (raccolta a mano) della plastica e della carta. Non mi interessa di creare un movimento del tipo “Bagnaia Pulita”. Vorrei solo chiedere cortesemente alle istituzioni interessate un’attenzione maggiore che ponga fine a questo degrado clamoroso che va aumentando col passare degli anni. Non è giusto che un paese medioevale colmo di bellezze umane e architettoniche sia abbandonato fino a tal punto.