Per tanti anni abbiamo scritto su l’8 Marzo giornata internazionale dedicata alle donne. Una giornata utile per parlare dei molti temi che attengono alla sfera femminile. Primo su tutti la violenza fino all’omicidio, costrette a subire spesso per solitudine o per paura o per proteggere i propri figli. E questo è il tema che oggi è il più impellente da dover risolvere e sconfiggere questa crudeltà e inciviltà che ci attanaglia.

In questo periodo di pandemia e il dover stare reclusi a forza nel proprio domicilio non ha di certo aiutato le coppie o i rapporti già compromessi. Ma i numeri impietosi ci dicono che gli anni precedenti non sono stati migliori : 278 donne sono state uccise nel 2019 – 2020 e già 12 in pochi giorni del 2021 , solo per citare l’atto più grave come il femminicidio.

Ma devono dire BASTA ed avere un cambio di passo, (anche se in questi ultimi anni va meglio) le forze dell’ordine, le Istituzioni a tutti i livelli e anche la magistratura, leggiamo a volte sentenze ridicole ed offensive come: accecato dalla gelosia …in preda ad un raptus.. che di fatto riconosce come movente l’istinto passionale non controllato, oppure.. eccesso d’amore …ritenendo la moglie di sua proprietà.. ecc. moventi che determinano poi una non adeguata pena da scontare.

E allora in questa giornata mi sembra utile e necessario che si pronuncino gli uomini. Quelli che nella maggioranza dei casi sono gli autori di questi spiacevoli e criminosi episodi, siano essi mariti, compagni ex compagni, amici, colleghi o quant’altro.

Bene hanno fatto quindi CGIL CISL E UIL del Lazio a partecipare all’invito del Sindacato dei Pensionati Nazionale SPI-FNP-UILP ad aderire ad una manifestazione l’8 marzo a P.zza del Popolo alle ore 14 invitando tutti gli uomini a partecipare. Lo hanno fatto con una lettera che inizia così :
“ Cari uomini.. abbiamo un problema .
Un problema che ci tocca da vicino che ci riguarda, nelle relazioni più intime, nei luoghi di lavoro, negli spazi pubblici e in quelli virtuali. La violenza contro le donne è strutturale; verbale, psicologica, economica. Non possiamo più nasconderci dietro la “parità di genere” e non praticarla.
Sappiamo quanto sia difficile scardinare un sistema culturale ed educativo patriarcale vecchio di secoli ma le rivoluzioni non sono mai semplici, nascono prima di tutto all’interno delle coscienze, all’interno di ciascuno di noi.
La rivoluzione che riguarda il nostro rapporto con le donne è necessaria ed ineludibile ma anche non più prorogabile. Come tutte le rivoluzioni culturali richiede azioni tangibili, senza le quali le parole sono vuoti orpelli, buoni solo a vestire le occasioni ufficiali, le commemorazioni o le giornate dedicate alla donne come l’8 marzo o il 25 novembre proprio contro la violenza sulle donne”.
La lettera conclude con questo proverbio “ chi vuole davvero una cosa trova la strada, chi non la vuole trova una scusa” quindi cari uomini finiamola con le scuse, ce lo chiedono le nostre coscienze.