E’ stato raggiunto in questi giorni l’accordo per il rinnovo del contratto provinciale di lavoro degli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Viterbo.
Alla firma dell’intesa sono intervenuti i rappresentanti di Confagricoltura, Coldiretti e CIA per la parte datoriale e di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil per le organizzazioni sindacali dei lavoratori.
Il contratto, che sarà valido dal 1° gennaio 2021 fino al 31 dicembre 2023, prevede un incremento retributivo in linea con gli indicatori economici.
Tra gli aspetti qualificanti del nuovo contratto vi è l’inserimento di azioni concrete di contrasto contro il lavoro nero, lo sfruttamento ed il caporalato, con l’impegno a migliorare l’attività dell’Ente Bilaterale Agricolo Territoriale FIMAVLA – EBAT per promuovere iniziative di formazione e di integrazione oltre a rafforzare la cultura della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro.
Viene rafforzato il sostegno alla genitorialità anche ai padri, l’integrazione per indennità di malattia è stata portata al 100%, è stata prevista una commissione paritetica per contrastare le molestie nel settore agricolo.
In ossequio all’articolo 19 della Costituzione Italiana viene autorizzata la fruizione di permessi per le festività religiose delle varie confessioni.

“L’accordo, raggiunto dopo un periodo contrassegnato da grandi difficoltà di carattere sanitario e sociale ha sempre visto l’impegno di un costruttivo dialogo, come è sempre stato nel confronto tra le Organizzazioni Sindacali – afferma il presidente di Confagricoltura Viterbo – Rieti Remo Parenti – esso rappresenta un punto di equilibrio per ripartire con grande slancio dopo la pandemia. L’agricoltura, in questi lunghi mesi oscuri, ha continuato a mantenere l’occupazione al fine di produrre cibo per tutta la collettività e, crediamo che questo Contratto Provinciale possa essere visto come un forte riconoscimento a tutte le aziende datoriali ed a tutti i lavoratori”.