Domenica 3 Marzo in un incontro tenutosi a Viterbo presso la Casa del popolo Rosa Luxemburg , si è costituito il Coordinamento territoriale CONTRO LA REGIONALIZZAZIONE DIFFERENZIATA / “NO ALLA SECESSIONE DEI RICCHI”!

«Un anno fa, il 28 febbraio 2018, il Governo Gentiloni firmava a Palazzo Chigi accordi bilaterali sulla cosiddetta autonomia regionale differenziata con le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

Lo scorso 15 febbraio 2019, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Erika Stefani, ha illustrato al Consiglio dei Ministri le intese con le tre regioni. “ Il Consiglio dei Ministri – si legge nel comunicato stampa di Palazzo Chigi – ne ha preso atto e condiviso lo spirito”.

La “differenziazione delle competenze” rispetto allo Stato riguarda numerose materie; le più rilevanti sono Fisco e fiscalità locale, Sanità, Infrastrutture e Trasporti, Istruzione, Beni culturali e Ambiente: tra queste, alcune – con ogni evidenza – non sono dei “servizi”, ma articolazioni istituzionali della Repubblica. Ottenuto l’accordo tra lo Stato e la Regione richiedente, l’iter prevede il parere degli enti locali interessati e, infine, il via libera del Parlamento, che però non potrebbe discuterlo, ma solo approvarlo (o respingerlo) a maggioranza assoluta. Se l’accordo dovesse passare, non potrebbe più essere modificato per dieci anni, in alcun modo, neppure attraverso referendum abrogativo.

Tale sorta di autonomia non pone soltanto questioni di ordine giuridico-amministrativo, ma costituisce un processo di pericolosa portata politica, poiché tende a minare le basi stesse della nostra costituzione: in definitiva, si tratta del progetto secessionista che la Lega non ha mai abbandonato e che ora – forza egemone in questo governo giallo-bruno – è ad un passo dall’attuare. Siamo di fronte ad un tentativo di devoluzione pressoché totale, ad una secessione mascherata da autonomia.

Gli accordi (su tavoli separati) fra Stato e Regioni rappresentano una minaccia ai principi inderogabili e non negoziabili contenuti nella prima parte della Carta Costituzionale! Ne va del ruolo dello Stato come garante di unità nazionale, solidarietà e perequazione tra le diverse aree del Paese e ne conseguirebbe una forte diversificazione nella concreta esigibilità di diritti fondamentali, come la Sanità, la Scuola, i Trasporti, l’Ambiente…

Di fronte a tali rischi concreti e immediati, alcuni soggetti sociali, sindacali, politici, culturali di Viterbo e della Tuscia – accogliendo l’appello del Coordinamento Nazionale e uniti dalla convinzione che occorra mobilitarsi affinché si avvii un grande dibattito in Parlamento e nel Paese – hanno deciso di promuovere il COORDINAMENTO CONTRO LA REGIONALIZZAZIONE DIFFERENZIATA. / “NO ALLA SECESSIONE DEI RICCHI”!.

Nella convinzione che sia compito primario e responsabilità di ciascuno difendere i principi supremi di giustizia e di unità della Repubblica, il Coordinamento invita ad aderire tutte le realtà democratiche e le persone che contribuiscono a rendere vivo e vitale il nostro tessuto sociale.

Per le adesioni al coordinamento nazionale: [email protected]

Si prega di comunicare anche a [email protected] l’avvenuta adesione così da ricevere informazioni sulle iniziative territoriali.

A breve il Coordinamento presenterà a Viterbo, in un incontro pubblico, il programma delle iniziative nazionali e territoriali».

Comitato promotore: A GAUCHE, ARCI, COBAS SCUOLA, FGU-GILDA, FLC-CGIL, LAVORO E BENI COMUNI, LIP SCUOLA, PRC-SE, UNICOBAS.

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