Basilica di Santa Maria della Quercia
Nei giorni scorsi con il rito del fuoco in molti luoghi, compreso il nostro borgo e la vicina Bagnaia, abbiamo festeggiato Sant’Antonio.
Nel rinnovare riti secolari e gesti ancestrali, capita che a volte ci si chieda in che modo quel messaggio sia ancora attuale, come si declini oggi, e come si possa comunicare per arrivare forte e chiaro agli occhi alla mente e al cuore delle persone.
E’ utile allora ricordare questa importante e bella figura di santo e di uomo ed il suo messaggio ed insegnamento.
Sant’Antonio Abate nacque intorno al 250 da una famiglia di agricoltori nel villaggio di Coma, attuale Qumans, in Egitto. Verso i 20 anni rimase orfano ed ebbe la responsabilità di amministrare un ricco patrimonio.
Antonio decise di privarsi di tutti i suoi beni e si dedicò alla vita ascetica davanti alla sua casa e poi al di fuori del paese, donandosi completamente agli altri, in perfetta armonia con la natura ed il creato. Scelse la strada del lavoro e della preghiera, la stessa che due secoli dopo avrebbe costituito la base della regola benedettina «Ora et labora» e del Monachesimo Occidentale. E’ considerato il santo patrono di tutti gli animali domestici e della stalla, ed il 17 gennaio si benedicono le stalle e si portano a benedire gli animali domestici. Sant’Antonio è anche il patrono di quanti lavorano con il fuoco, come i pompieri, perché guariva da quel fuoco metaforico che era l’herpes zoster.
Domani, domenica 19 Gennaio, dopo la Santa Messa in onore a Sant’Antonio Abate, Don Massimiliano, il parroco e Rettore della Basilica, interpretando e rinnovando un messaggio di amore universale e condivisione con ogni creatura benedirà i nostri amici animali.