Il 20 giugno scorso, alle ore 17.00, presso la Sala del Consiglio Comunale di Palazzo dei Priori di Viterbo si è tenuto il consiglio comunale straordinario, avente ad oggetto “L’attuale situazione della Casa Circondariale Mammagialla”.

“Speravamo che durante l’incontro ci fosse anche la possibilità di parlare in concreto delle difficili condizioni di lavoro delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria, ma l’argomento, invece, ha riguardato le condizioni dei detenuti, senza ascoltare i rappresentati dei lavoratori”. Lo riferiscono i dirigenti sindacali del Si.P.Pe. Maffettone e Muzi, nonché il Segretario Regionale del Si.Na.P.Pe. Pierucci.

“La polizia penitenziaria di Viterbo – affermano i sindacalisti – merita la giusta considerazione e ciò che è accaduto durante il consiglio straordinario, alla presenza del sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi (M5S), ci ha lasciati perplessi.  Secondo i sindacalisti, affrontare temi come il carcere, senza conoscere le difficili condizioni di lavoro della polizia penitenziaria, è un fatto inaccettabile e dimostra che non c’è la volontà politica di risolvere i problemi del sistema penitenziario.

Nel carcere di Viterbo, le maggiori difficoltà passano per un organico ridotto di polizia penitenziaria. Su 320 poliziotti previsti, ce ne sono 266, obbligati a gestire 560 detenuti, numero in continuo aumento.

Al Mammagialla – continuano i sindacalisti del Si.P.Pe. e Si.Na.P.Pe. – non c’è un clima di conflittualità da smontare, come sostenuto dal garante dei detenuti Lazio, ma rischia di esserci un’emergenza di ordine pubblico per la nota carenza di personale, il sovraffollamento dei detenuti e i continui eventi critici. Il Governo deve intervenire con atti concreti e non con riunioni dove da anni si parla sempre delle stesse cose.

Nei banchi del consiglio regionale, oltre a consiglieri e assessori, molti gli intervenuti, deputati e senatori della Tuscia, Fusco (Lega), Battistoni (FI), Rotelli (FdI), Maiorino (M5s), il direttore Asl Donetti, consiglieri regionali (Blasi M5s, Colosimo FdI, Panunzi Pd), rappresentanti di avvocati e camere penali, oltre al sottosegretario al ministero della Giustizia, Vittorio Ferraresi (M5s).

Una riunione che con molta probabilità non produrrà alcun effetto – concludono i sindacalisti – visto che si è parlato di carcere senza però ascoltare le opinioni di chi conosce bene quell’ambiente, cioè la polizia penitenziaria”.

Commenta con il tuo account Facebook