Acquapendente si tuffa nella kermesse carnevalesca

0

ACQUAPENDENTE – Archiviato il successo della Festa Sant’Antonio Abate dovuto alla perfetta organizzazione del Signore 2016 Fabio Saleppico, Acquapendente si tuffa nella kermesse carnevalesca. “Vernissage evento” durante il fine settimana per la Pro Loco dell’attivissimo Presidente Andrea “Trisse” Caprasecca che assieme all’infaticabile gruppo di volontari e con la fattiva collaborazione del Comune di Acquapendente avrà il compito di “tenere alto il lignaggio” di una delle manifestazioni più vetuste di tutta la provincia.

 

Primo punto fermo i carri (qui accanto il carro della maschera di Saltaripe dal 1986 simbolo della tradizione). Simbolo di un artigianato artistico locale che inizia con la lavorazione della cartapesta a muovere i primi passi già nel 1908 con i carri “I minatori del Sempione” ed il “Giudizio di Salomone”. Da oramai tre mesi le serate dei prolochini sono scandite da lavorazioni certosine. Secondo una tradizione che ha visto alternarsi nel corso dei secoli maestri artigiani quali R.Ruspantini, Rodolfo Consoli, Altiero Squarcia, Ennio Luzzi, Domenico Creti, I Lupi, Valde Colonnelli, Roberto Ferretti, Vittorio Belardi, O. Salvadori, Roberto Sugaroni, Mario Pieri, Mario Vinci, Danilo Dionisi, Graziano Del Francia, Giulio Banella, Andrea Lupi, Roberto Guerrini, Andrea Dondolini, Marcello Ripalvella ed a corollario un elenco infinito di collaboratori. Secondo punto fermo le mascherate. A suon di ironia e golardia i giovani locali cercheranno di dare continuità impersonificatrice a coloro che già nel lontanissimo 1400 si travestivano. 2016 anche come “nuova puntata” per il progetto di valorizzazione-Carnevale da parte della Direzione Didattica e Scuola dell’Infanzia – Scuola Materna.

 

Insegnanti e genitori assieme per mettere in scena mascherate con protagonisti i più piccoli. Per loro in carnet anche un pomeriggio infrasettimanale. Carnevale 2016 vorrà dire anche veglione. Con lo stupendo Teatro Boni che ospiterà serata danzante. Rigorosamente in maschera. A chiudere il cerchio la tipicità culinaria. Abbinata a un buon bicchiere di vino la fregnaccia, ottenuta friggendo la viuta fatta mescolando semplici ingredienti: acqua, sale, farina, olio, ed il grasso del cianchetto del maiale. Il bruciare Carnevalaccio farà terminare tutto. Meno che la magica e colorata atmosfera che da oramai molti decenni l’evento si porta sulle spalle.

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.