“Ha senso far viaggiare la gente su mezzi che sono carri bestiame?”

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VITERBO – “Molto spesso si ignora o si vuole denegare la realtà delle cose. Un’automobile senza benzina, senza il controllo dei freni, senza cambio dell’olio e delle gomme, senza verificare e riparare la carrozzeria, non può viaggiare. Ebbene c’è chi riesce a fare questo miracolo.

 

Alla Ferrovia Roma Nord, i treni Firema hanno 2.600.000 chilometri, gli Alstom 1.600.000 chilometri, benché oramai vecchi, si riesce con le poche risorse che si hanno, a farli viaggiare. I Tibb che hanno oltre ottantré anni ancora vengono utilizzati nel piazzale di Catalano per le manovre dei convogli e per le operazioni di soccorso (vedi Tibb e carro officina).

 

Nella tratta Civita Castellana Viterbo, nella zona ove è ubicata la Fabrica Erica, i treni viaggiano su traversine in legno vecchie di trent’anni. I pali di sostegno della linea di contatto spesso risalgono al 1906, altri al 1932, con il rischio che senza preavviso possano cadere sui convogli provocando qualche grave incidente. L’alea è grande. Ogni giorno si mette a repentaglio la vita dei macchinisti e capi treno e quella dei viaggiatori.

 

Le stazioni sono fatiscenti, sono un museo degli anni trenta, ove telefoni, segnali ferroviari, sale d’aspetto, porte, scale, biglietterie risalgono all’epoca dell’inaugurazione della ferrovia.

 

Concludendo, su questa ferrovia non si è voluto mai spendere una lira o un’ euro perché è stata sempre trascurata ed abbandonata. I passaggi a livelli con le relative barriere, quasi non esistono, i convogli Alstom e Firema hanno una distanza fra gli assi errata che non consente di affrontare le curve oltre certe velocità (al contrario dei Tibb) ed i treni sono costretti a viaggiare a velocità ridotta.

 

E’ ovvio che la gente preferisce trasferirsi in auto o in bus.

 

Eppure, benché antiquata, questa ferrovia costituisce un’ ottimo collegamento; chi utilizza il treno tra Roma e Civita Castellana o tra Civita Castellana e Viterbo ha tempi di percorrenza con il treno inferiori al Cotral e spesso inferiori all’auto poiché raggiunge il Centro di Roma o il centro di Viterbo senza problemi di parcheggio. Addirittura il bus integrativo Atac che parte da Montebello (periferia di Roma oltre il Raccordo Anularte), toccando gli stessi paesi serviti dalla ferrovia, impiega più tempo del treno.

 

La solita cantafera anacronistica è: “ha senso far viaggiare le carrozze a vuoto?”. La prima risposta è questa, ha senso far viaggiare contemporaneamente autobus Cotral e treni sottraendo utenti alla ferrovia? E’ ovvio poi, se da anni non esiste il controllo dei titoli di viaggio, non si può confrontare l’incasso di 48 milioni, e la spesa è di tre miliardi. L’assunto è solamente: “se riusciamo a chiuderla è un successo”.

 

Chi è privo di contezza sostiene a spada tratta questa tesi ineccepibile. Eppure si ragiona con parossismo senza conoscere la realtà dei fatti. Da Soriano nel Cimino, con l’orario attuale, ben sei corriere portano a Viterbo (ore, 6,25; 6,40; 06,40; 06,50; 07,00; 07,05;), al contrario i treni sono solo due (06,47; 07,16;). Da Viterbo, con l’orario attuale, ben sette corriere portano a Soriano nel Cimino (ore 12,00; 13,00; 13,05; 13,05; 13,55; 13,55; 13,55;), al contrario i treni sono solo due (ore, 12,40; 13,50;).

 

Da Civita Castellana a Viterbo le corriere sono sette (ore 06,00; 06,05; 06,45; 06,55; 07,10; 07,20; 07,45), al contrario i treni sono tre, tutti con partenza da Catalano, (06,06; 06,33; 07,40), cioè in modo da scoraggiare l’utenza a prendere il treno.

 

Da Viterbo a Civita Castellana con l’orario attuale vi sono cinque corriere (ore 13,00; 13,30; 13,50; 13,55; 14,00) con tempi di percorrenza più lunghi rispetto al treno. Gli utenti della ferrovia hanno da Viterbo un solo treno alle ore 13,50 che arriva fino a Catalano e non a Civita Castellana.

 

Continui cambi di orari, soppressioni improvvise delle corse dei treni, l’arrivo dei treni a Catalano, scoraggiano l’uso della ferrovia in maniera determinante.

 

Ecco spiegato perché i treni sono sempre vuoti ed inoltre gli utenti del Cotral viaggiano in condizioni disumane. Un treno può portare 512 persone, una corriera 50.

 

Viterbo ha un unico grande ospedale, il Belcolle che viene utilizzato dagli abitanti di quasi tutta provincia, basterebbe una navetta per collegarlo con la stazione della Ferrovia Roma Nord aumentando in maniera esponenziale il numero dei viaggiatori, eppure questo non si fa.

 

Occorre utilizzare nuovi bus per inquinare ancora di più l’aria di Viterbo e della Tuscia. Per chi proviene da Roma, utilizzando le FS, risulterebbe utile raggiungere la stazione di Porta Fiorentina per spostarsi sulla Ferrovia Roma Nord e raggiungere i paesi toccati da questa ferrovia. Eppure si preferisce privilegiare il trasporto su gomma, il trasporto privato, liberando il passaggio a livello di viale Trieste dal transito dei treni FS che sono costretti a fermarsi a Porta Romana.

 

Cosa dice la gente di questa situazione? La colpa di tutto questo è di chi vuole premiare i “trombati della politica” per inserirli negli innumerevoli carrozzoni del trasporto pubblico. Un treno dura anche ottantre anni, un autobus non va oltre gli otto anni. Non controllare i titoli di viaggio costituisce un danno erariale, ciò non assolve i responsabili, qualcuno dovrà pure risponderne.

 

Le colpe di questa situazione, di estrema labilità per il futuro di questa ferrovia, sono dovute alla mancanza cronica di un piano regionale dei trasporti, il denaro pubblico non può continuare ad essere sperperato, anche negli anni in cui il trasporto su gomma e quello su ferro erano uniti in unica azienda, autobus e treno si facevano concorrenza. E’ vero l’autobus ci porta sotto casa, ma sotto casa potrebbero portarci le navette urbane presenti in tutti i nostri comuni, oggi pagate per girare a vuoto.

 

Vi sono ferrovie a binario unico, come la Merano Malles che con un cadenzamento regolare dei convogli ogni venti minuti sono in attivo, ora si sta predisponendo l’elettrificazione della linea mediante catenaria. Qui nel Lazio si pensa a privilegiare con parossismo il trasporto su gomma, inquinando nel miglior modo possibile.

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