La Ferrovia Roma Nord e una politica demenziale

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VITERBO – “Fa freddo, ancora è buio a Civita Castellana, la stazione ha le luci accese, un treno sta partendo per Roma, la biglietteria è chiusa, una ragazza della ferrovia sta rintanata infreddolita, impaurita, in una stanzetta quasi buia, aspettando che arrivi qualche altro collega di rinforzo.

Se devi recarti a Viterbo, hai sbagliato stazione, devi percorrere un chilometro e mezzo a piedi o in auto e recarti alla stazione di Catalano. A Catalano non trovi ne biglietteria, ne sala d’aspetto, ne bagni, nessuna comodità, solo una piccolissima risicata pensilina che forse, se sei solo “prova a ripararti” dalla pioggia.

 

Qualcuno sale sul treno diretto a Viterbo, i viaggiatori presenti sono pochissimi.

 

Hanno fatto di tutto, e stanno facendo di tutto per smantellare questa ferrovia. Difatti come raccontano i pochi pendolari superstiti, le defezioni da parte di molti viaggiatori sono tante, dovute alla difficoltà di poter prendere il treno. E’ come se i treni a Roma, stazione Termini, venissero fatti partire dalla stazione di Ciampino.

 

E’ un modo lento, scientifico, per far dimenticare ai civitonici che la ferrovia che loro hanno non esiste più, hanno perso e stanno perdendo il treno per Viterbo, sostituito da autobus che presto appesteranno e già appestano le strade di Civita Castellana e quelle della Tuscia, fino ad arrivare a Viterbo.

 

Inoltre i tempi di percorrenza saranno più lunghi ed in inverno, quando le strade saranno gelate, il collegamento Civita Castellana Viterbo verrà “spezzato”.

 

L’accordo sul clima di Parigi nel testo evidenzia che il cambiamento climatico rappresenta una minaccia urgente e potenzialmente irreversibile per la società umana e per il pianeta, occorre pertanto la massima cooperazione di tutti i paesi per accelerare la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra.

 

I veicoli a combustione sono la principale sorgente di emissione CO (monossido di carbonio), quando il motore è al minimo questo componente raggiunge i valori massimi.

 

Altri componenti quali l’ossido di azoto ed il biossido di azoto derivanti dagli autoveicoli sia a benzina che diesel contribuiscono ad alterare gli equilibri ecologici ambientali.

 

La Coldiretti di Viterbo ha messo in risalto in un recente intervento che gli sconvolgimenti climatici si sono aggravati in questi ultimi tempi. Mimose in fiore, presenza di primule e viole a Natale. Siccità nelle campagne, assenza di pioggia e vento con conseguente smog nelle città.

 

Molti ricordano che negli anni 50 si poteva stare tranquillamente al sole, i bambini con un cappello passeggiavano all’aria aperta nelle ore più calde.

 

A che è servita la Conferenza sul Clima di Parigi, dice la gente, quando amministratori incoscienti ed impreparati continuano ad incrementare il trasporto su gomma eliminando le ferrovie?

 

A che è servita, dicono in molti, la partecipazione delle Regioni alla Conferenza internazionale sul Clima di Parigi? A che è servito l’intervento di Riccardo Valentini e Cristina Avenali, rappresentanti la Regione Lazio, al tavolo interregionale di coordinamento sulla strategia di addattamento, quando stanno smantellando la Ferrovia Roma Nord?

 

Il giorno 14 febbraio 2016 si è svolta a Castel Nuovo di Porto una riunione di Legambiente che ha coinvolto rappresentanti del Parco di Veio, il Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord, il Comitato Magliano Romano No discarica”, rappresentanti politici di Rignano Flaminio ed altri.

 

Tra i numerosi interventi, solo il Comitato Pendolari ha evidenziato il grave pericolo che corrono i paesi della Tuscia e quelli posti lungo la Flaminia per il paventato smantellamento della Ferrovia Roma Nord.

 

Quasi tutti non si rendono conto di quanto aumenterà il traffico su questa arteria, che conduce alla Capitale. A che servirà percorrere i sentieri del Parco di Veio, quando l’aria sarà satura di monossido di carbonio?

 

Cosa è successo a Civita Castellana.

 

Il giorno 14 settembre 2015 l’orario della Ferrovia Roma Nord subiva un drastico cambiamento, la ferrovia Roma Civita Castellana Viterbo subiva uno spezzettamento irreversibile in tre tronconi. Dopo numerose proteste, un politico viterbese, come raccontano alcuni utenti della Ferrovia, correva ai ripari assicurando che sarebbero stati tutelati gli interessi dei pendolari.

 

Difatti in data 5 ottobre 2015, come raccontano, in via subordinata venivano aggiunte due corse di treni tra Vignanello e Viterbo. Ma l’apodittica caratteristica di privare i civitonici del treno per Viterbo rimaneva.

 

Catalano diventava la stazione di Civita Castellana, distante dal centro circa un chilometro e mezzo.

 

Qualche segno di protesta da parte del sindaco di Civita Castellana fino ad oggi sembra non aver sortito alcun risultato. Anzi, al danno si è aggiunta la beffa.

 

Come raccontano alcuni pendolari, alcuni treni partono fuori servizio da Catalano per Civita o da Civita per Catalano. Ecco quanto viene riportato ciò che sovente accade:

 

Il treno 802 delle ore 6,33 ricoverato a Civita Castellana, giunge fuori servizio a Catalano ove inizia il servizio passeggeri per Viterbo;

 

Il treno 804 delle ore 7,40 ricoverato a Civita Castellana, giunge fuori servizio a Catalano ove inizia il servizio passeggeri per Viterbo;

 

Il treno 817 delle ore 15,55 proveniente da Viterbo, giunge a Catalano ove termina il servizio passeggeri e viene ricoverato a Civita Castellana;

 

Il treno 821 delle ore 19,22 proveniente da Viterbo, giunge a Catalano ove termina il servizio passeggeri e viene ricoverato a Civita Castellana;

 

I deragliamenti ed i costi di una politica che va emendata.

 

Gli ultimi svii, come vengono chiamati in gergo ferroviario sono avvenuti:
26 novembre 2015,
1 dicembre 2015,
18 dicembre 2015,
27 gennaio 2016,
11 febbraio 2016,

 

Questi incidenti, come raccontano i pendolari, sono avvenuti per fortuna senza nessuna ripercussione per i viaggiatori. Nella maggior parte dei casi si sono verificati nella stazione di Viterbo, uno ha interessato Sacrofano, un altro, tempo fa, la Giustiniana.

 

Il 2 febbraio 2016, come spiegava uno studente, a Soriano nel Cimino si è rotto il compressore cambiato il giorno prima a Catalano, di conseguenza non funzionavano i freni. Con pazienza, il macchinista, anche se con ritardo, è riuscito a guadagnare la stazione di Viterbo.

 

La Regione Lazio non vuole finanziare questa ferrovia, raccontano gli abitanti toccati dal treno. Gli scambi andrebbero sostituiti, così come i pali dell’elettrificazione. I vecchi treni Tibb avevano gli interassi che misuravano 2300, poi i Firema hanno toccato 2500, infine gli Alstom hanno raggiunto 2560. Questa rincorsa ad aumentare il passo dei treni, ha determinato un aggravio dei costi di manutenzione dei convogli con conseguente aumento delle spese per l’armamento. In un vivace dibattito tra passeggeri al quale ho assistito giorni fa, veniva evidenziato che quello che succedeva nel 1932, si ripete oggi. Difatti dicevano che fu Garbini a bloccare il prolungamento della ferrovia fino a Siena, fu Garbini che portò al declino della tramvia e poi della ferrovia. Ai tempi di Dell’Arciprete, forti interessi economici, finanziamenti dello Stato, portarono al sopravvento del trasporto su gomma rispetto a quello su rotaia. Oggi, proseguivano, la Regione Lazio finanzia il Cotral perché con gli appalti ricava forti utili, un treno dura troppo tempo.
Poi soggiungeva un altro ridendo, qualcuno in Regione ha interesse a favorire il trasporto su gomma, perché ha acquistato una stazione di servizio per la vendita di carburante.

 

La favola degli espropri lungo la via Falerina a Civita Castellana.

E’ da tempo, raccontano alcuni residenti lungo i 15 chilometri che costeggiano la Ferrovia Roma Nord tra Faleri e Civita Castellna che l’Aremol ha inviato le lettere per espropriare i terreni posti in prossimità dei binari. Il progetto prevede la realizzazione di una complanare per eliminare i numerosi passaggi a livello posti a cavallo della ferrovia. Si sta scatenando il finimondo, soprattutto da parte dei proprietari interessati al problema. Per molti il costo di 5-6 milioni sembra troppo per una ferrovia, dicono “pressoché in disarmo” con tempi di percorrenza biblici. Senza contare, dicono i contestatori che i lavori interesseranno frutteti e cortili di case, inoltre l’arteria posta in prossimità della ferrovia “percorso benessere” diventerà una via di intenso transito.

 

A parte, rispondono i favorevoli alla ferrovia, che i binari sono stati strozzati fin da Catalano verso Fabrica di Roma con la realizzazione di interi quartieri e costruzioni senza l’obbligo di partecipare alle spese per realizzare sottopassi o sovrappassi. Nessuno ha rispettato o fatto rispettare la distanza di trenta metri dalla via ferrata. Poi aggiungono, il treno da Civita a Viterbo, nonostante non sia mai stata spesa una lira, impiega meno tempo del bus. Infine il tanto decantato percorso benessere, si snoda lungo i binari e la via Falerina ove un traffico stradale costante non fa certo bene ai polmoni.

 

In tutta questa vicenda una cosa è certa, la partenza dei treni per Viterbo da Catalano ne è la sintesi, se entro dicembre 2016 non arriveranno i soldi, la tratta Civita Castellana Viterbo sarà cancellata.
Evasione tariffaria.
Una volta i controlli dei titoli di viaggio sulla ferrovia c’erano ed erano pressanti, anche tre volte da Viterbo a Roma. Oggi la Regione ci fa viaggiare gratis. Non parliamo poi dei bus, mi riferisco al servizio navetta che sostituisce il treno da Catalano a Viterbo e viceversa, in alcune fasce orarie. Su questo servizio la percentuale dei viaggiatori sta aumentando, l’evasione in questo caso raggiunge secondo il parere di esperti il 97%.

 

Giorni fa una signora straniera parlando in inglese ad un altro viaggiatore sul bus navetta, rimarcava che gli italiani sono un “popolo di merda”. Quello che è quasi certo, non aveva il titolo di viaggio, e poi, che ci stava a fare in Italia se ci disprezzava tanto?

 

Poi la sera, a casa, ripensando all’episodio mi domandavo: “ci stanno facendo morire di inquinamento, ci tolgono un bene esistente come la ferrovia che non inquina e non facciamo niente per mantenerla”, forse la signora aveva ragione?
Ecco l’ultimo messaggio di un pendolare disperato di questa mattina 15 febbraio 2016, mentre sto terminando l’articolo: “Rotto e fermo il treno a Castelnuovo di porto ore 06:53” “Marea di gente a Montebello, ci hanno fatto andare al binario 5, ore 8,35”. Quando capirà il signor Zingaretti che questa ferrovia è indispensabile e non va smantellata?

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