La guerra di Santa Barbara

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VITERBO – Se è pur vero che S. Barbara è la protettrice degli artiglieri e dei depositi di munizioni , (che non a caso portano il suo nome), diventa comunque un tantino difficile giustificare la rimarchevole prova generale di guerra civile scatenata dagli abitanti del quartiere viterbese la notte di capodanno.

 

In barba alla crisi economica ed alle ristrettezze in fatto di rumori molesti imposti dal Comune, in tale zona periferica ad opera di orde di “Rambo-vorrei ma non posso”, che hanno encomiabilmente esploso assordanti colpi di mortaio e petardi da far rabbrividire “piedigrotta”, si è raggiunto un deprecabile record.

 

Non è certo mia intenzione giudicare tra queste righe, l’infantile e atavico gioco pirotecnico, ma vorrei solo rendere noto il bollettino di guerra che ne è successivamente derivato: più di venti cani, occupanti altrettanti piccoli giardini che caratterizzano il quartiere, sono rocambolescamente fuggiti spaventati a morte dai fragori della guerriglia.

 

Sono in cuor mio convinto che tale squallido record non turbi minimamente la coscienza dei temerari mancati bombaroli, ma tal fenomeno, ha parallelamente fortemente impegnato decine di volontari, ha gratuitamente aumentato le fila dei cani rinchiusi in canile, ed infine ha notevolmente aumentato i fondi spesi dalla comunità per ospitarli in tali orride prigioni.

 

Al solo scopo informativo, inoltre, mi preme altresì rappresentare che molti animali, sempre per la medesima causa, hanno accusato malori, alcuni non hanno retto al terrore e sono andati ad occupare il grande paradiso dei cani ed infine due o tre sono finiti investiti dalle auto durante la loro disperata fuga.

 

Un sentito ringraziamento quindi al quartiere S. Barbara da tutti gli animalisti e volontari che spendono il loro tempo e le loro forze per 364 giorni l’anno, tentando di proteggere e preservare quel che in poche ore viene ludicamente distrutto da una sparuta rappresentativa di imbecilli.

 

Leonardo De Angeli

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