“In arrivo altri 50 immigrati, ma abbiamo tutti gli strumenti per accoglierli”

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CAPRAROLA – “In provincia di Viterbo è prevista la presenza di 196 migranti, divisi in sei strutture: 59 a Orte, 24 a Graffignano, 40 a Viterbo, 21 a San Lorenzo Nuovo, 28 a Canino, 14 a Celleno. In più, c’è l’esperienza di Tessennano, con la struttura per minori. Oltre a questi richiedenti asilo, ci sono i rifugiati presenti qui da più anni. Il presidente Nicola Zingaretti in audizione alla Camera ha spiegato nei giorni scorsi che altri 879 migranti saranno destinati al Lazio e di questi nuovi flussi a Viterbo ne arriveranno 50. Ma ci sono tutte le condizioni per accogliere queste ulteriori presenze”.

 

Lo ha dichiarato Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, intervenendo ieri a Caprarola all’iniziativa sui flussi migratori organizzata dal Comune . Presente anche Vincenzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri alla Camera dei deputati e Paolo Negretti, segretario Arci Solidarietà Viterbo. A moderare l’assessore del Comune Simone Olmati, che ha organizzato l’incontro all’interno del centro visite di Caprarola appena realizzato con 800mila euro di fondi europei. In sala presente anche il sindaco Eugenio Stelliferi.

 

Amendola ha fatto il punto della situazione. “Dal 2013 nel nostro Paese – ha spiegato il capogruppo Pd in commissione Esteri – il fenomeno dell’immigrazione ha egnerato paure e la politica è chiamata a rispondere a queste paure con proposte, spiegazioni e soluzioni. L’immigrazione legale nel nostro Paese produce Pil, tasse e lavoro fondamentali anche per risollevare i dati demografici in caduta. Negli anni ’80 abbiamo avuto l’ondata del Maghreb, poi a fine anni ’90 quella dall’Albania, quindi dalla Romania e dai Paesi dell’est. Dal 2013 invece si fa confusione tra le diverse forme di immigrazione, parlando di invasione.

 

Servono umanità e buon senso per governare questo fenomeno e non generare allarmismi. Dobbiamo dire la verità: per governare il fenomeno dell’immigrazione clandestina il blocco navale non è fattibile per le proporzioni delle coste, mentre i respingimenti sono contro il diritto internazionale. Allora dal 2013 abbiamo iniziato da soli, per una spesa di circa 9 milioni al mese, a salvare le vite umane in mare. Poi abbiamo cominciato una battaglia in Europa per far capire che non potevamo fare da soli perché quelle persone stanno scappando da guerre, fame, violenze, per raggiungere l’Ue”.

 

“I vecchi regolamenti – ha sottolineato ancora Amendola – non funzionano più. Servono nuove regole perché un continente di 500milioni di persone possa ospitare 500mila stranieri: queste sono le reali proporzioni del fenomeno. Nel 2103 gli immigrati arrivati irregolarmente in Italia erano 150 mila, lo scorso anno 170mila (dei quali 43mila siriani) e quest’anno (dati aggiornati a ottobre) siamo a 136mila. È un’emergenza ma non è un’invasione: abbiamo gli strumenti per governarla. Andiamo avanti con l’integrazione, con lo ius soli”.

 

Mazzoli ha illustrato anche la situazione nel Viterbese. “Nella Tuscia – ha detto – ci sono diverse realtà che ospitano richiedenti asilo. Ma finora non mi era mai capitato che un Comune in quanto istituzione organizzasse un incontro di confronto su una tematica così delicata e difficile. Il tema dei migranti è molto sensibile e complicato da affrontare. Tra i cittadini c’è preoccupazione e serve un’informazione più accorta che aiuti a distinguere le situazioni: una cosa è l’immigrazione regolare, con 5 milioni di stranieri presenti in Italia che qui vivono e lavorano, che versano 7 miliardi di euro l’anno in tasse e senza dei quali l’Italia non si reggerebbe; un conto è l’emergenza. Dieci anni fa gli stranieri erano circa la metà, tra dieci anni secondo le previsioni saranno tre milioni in più a vivere stabilmente nel nostro Paese in maniera stabile e regolare”.

 

“L’inclusione sociale – ha continuato Mazzoli – è l’unico elemento di garanzia per la tutela degli uni e degli altri. Nelle scorse settimane alla Camera abbiamo approvato il riconoscimento della cittadinanza ai minori figli di stranieri, sono quattro articoli che, se passeranno al Senato, cambieranno la vita a un milione di bambini e ragazzi. Altro discorso riguarda gli esodi di massa dovuti alla disperazione di milioni di persone colpite da guerre, carestie, crisi di varia natura.

 

L’aggravante è che questa migrazione avviene nella totale illegalità perché gestita da organizzazioni criminali. Probabilmente, questa è la crisi più grave con cui l’Europa deve fare i conti e non può essere un problema solo del nostro Paese. Lo sforzo delle autorità italiane negli ultimi due anni è stato mirato affinché l’Europa comprendesse come siamo di fronte a un fenomeno che richiama la responsabilità anche morale dell’intera Ue. Questa estate abbiamo avuto i primi risultati con il Consiglio europeo di giugno in cui si è iniziato a mettere in discussione il regolamento di Dublino”.

 

“Siamo ormai di fronte – ha ribadito Mazzoli – a un fenomeno strutturale che dobbiamo governare perché non è contenibile inasprendo le leggi e militarizzando i confini. Alcuni passi avanti sono stati fatti decidendo prima la ricollocazione di 40mila migranti, poi di altri 120mila. Ma a oggi sono state ricollocate solo 850 persone: siamo molto lontani dagli obiettivi prefissati. Il problema è anche ricostruire una strategia dell’Europa verso il nord Africa e il Medio Oriente”.

 

Mazzoli ha quindi raccontato l’esperienza di Tessennano. “Qui, nel paese più piccolo della provincia, da aprile – ha ricordato – esiste un centro di accoglienza per minori. È impressionante ascoltare le storie di ragazze che per due anni hanno viaggiato al fine di raggiungere l’Europa, cinque mesi dei quali passati in prigione in Libia dove hanno subito qualunque tipo di violenza e sopruso”.

 

“Chi strumentalizza questa vicenda – ha ribadito Mazzoli – è moralmente irresponsabile. Su queste questioni la politica per noi non dovrebbe dividersi ma agire e trovare le soluzioni. L’Italia ha scelto la strada giusta, quella di accogliere e salvare le persone in mare. Ma è anche giusto insistere affinché l’Europa faccia la sua parte, con una strategia condivisa e la smetta di subire i fenomeni”.

 

Negretti ha ricordato che ci sono due tipi di progetti sul territorio: lo Sprar in convenzione con l’Anci per ospitare nei comuni persone che necessitano del riconoscimento dello status di rifugiato, e questo è un sistema strutturato di accoglienza diffusa che va avanti da molti anni; poi c’è quello emergenziale degli ultimi mesi con i bandi della Prefettura. Come Sprar, Arci ospita 141 stranieri in diversi comuni del Viterbese, mentre una quarantina sono ospitati a seguito dell’avviso prefettizio.

 

mazzoli con amendola 1

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