“Piccioni in città, i metodi cruenti non risolvono il sovrannumero”

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VITERBO – “Il 26/11 scorso abbiamo assistito alla presentazione del piano di contenimento della popolazione di Piccioni già elaborato da tecnici incaricati dalla provincia di Viterbo, presente all’incontro anche un esponente dell’ISPRA. Ovviamente né noi Lipu né nessun’altra associazione era stata invitata (incontro in teoria aperto a tutti ma non pubblicizzato).

 

Il piano, a detta del dirigente provinciale, sarebbe uno strumento cui i sindaci potrebbero ricorrere nel caso si presentasse un problema di sovrannumero. Infatti, fino ad oggi le delibere dei sindaci in materia erano stati sempre bloccate perché i comuni non hanno competenza su animali definiti, ormai per certo, selvatici. E così, come ultimo epitaffio della provincia che pare in futuro non possa più neanche lei deliberare in ambito di fauna selvatica, si è voluto lasciare questa perla che oltretutto assegna un ulteriore ed estremo (speriamo) studio ai soliti noti faunisti che da decenni si aggiudicano tutte le commesse dalla provincia e degli ATC.

 

In teoria, il piano prevede e raccomanda (soprattutto da parte ISPRA), mezzi incruenti, tipo quelli suggeriti dalla LIPU ma, e questo è determinante, in aree rurali, in caso di elevata densità, si può ricorrere all’abbattimento ed in aree urbane, alla cattura. Finora il comune di Viterbo non è ricorso a mezzi cruenti e speriamo che tutti gli altri sindaci siano più saggi di chi (provincia), li fomenta ma stiamo facendo affidamento sul buon senso dei singoli perché a questo punto, se volessero, potrebbero agire pesantemente. A farci temere questa possibilità, il fatto che il 90% dell’uditorio era composto da cacciatori selecontrollori a noi ben noti.

 

Due piccola postille, direi fondamentali per capire come si agisce:

 

-è stato messo in piedi un piano di contenimento senza neanche conoscere la densità della popolazione e quindi l’esistenza o meno del problema;

 

-è storicamente accertato che i metodi cruenti non risolvono affatto il sovrannumero, possono incidere nell’immediato ma di li a poco la situazione ritorna tale a prima dell’intervento.

 

Detto ciò è lecito chiedersi: questo strumento ma soprattutto, il solito ricorso allo sparo, a cosa ed a chi serve?”

 

Enzo Calevi
Delegato provinciale LIPU

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