Tarquinia, minacce su Facebook al sindaco Mazzola: “Ho presentato querela”

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TARQUINIA – «Usare Facebook per fare affermazioni rancorose e intimidatorie contro persone e istituzioni, senza peraltro conoscere i fatti, è intollerabile e ingiustificabile». Lo afferma il sindaco Mauro Mazzola, minacciato sul noto social network per la vicenda del reparto di ostetricia-ginecologia e pediatria dell’ospedale di Tarquinia.

 

«Ho presentato questa mattina (11 agosto) presso gli uffici della pubblica sicurezza della Questura una querela contro gli autori di un post (e contro chiunque ne risulti concorrente) con minacce esplicite nei miei confronti. – spiega il primo cittadino – Nel post è scritto: “Al sig sindaco di Tarquinia. …..io sono una nonna che abita a tarquinia mio nipote di 2 anni e con me in vacanza .Oggi purtroppo a mio nipote è venuta la febbre a 40,3 ° di corsa all’ospedale mi dicono che nn c’è un pediatra al posto di p.s e che possono farmi un foglio x andare a Viterbo o Civitavecchia Lei caro sig mazzola e scrivo in minuscolo perche nn ho il minimo rispetto x una persona come lei: quando ha preso la decisione di chiudere vari reparti dell’ospedale insieme ai suoi coscritti ….cosa si era fumato oppura cosa si era bevuto ? Io mi auguro una veloce guarigione x il mio nipotino e che nn succeda nulla di grave ,in tal caso le dichiaro fin da ora che verrò sotto il municipio e la prenderò x il collo ……e poi vedremo. Spero che qualcuno dei suoi scagnozzi legga il mio post e lo presenti a lei !!! Al peggior sindaco di Tarquinia”.

 

Dichiarazioni inaccettabili che possono alimentare odio, creare allarmismi e problemi di ordine pubblico, nonché mettere in pericolo la mia vita e quella dei miei famigliari. Purtroppo molti fatti di cronaca hanno visto vittime amministratori. Temo che questi continui attacchi abbiano una regia occulta e una precisa strategia. Vorrei, inoltre, ancora una volta chiarire che se, come sindaco, sono la massima autorità sanitaria presente nel Comune di Tarquinia, altresì non ho competenze gestionali per le attività e le decisioni prese dall’Asl. Non sono responsabile per la chiusura dei reparti per i quali, tra l’altro ho anche chiesto si aprisse una commissione d’inchiesta. Quello che posso fare, e che nella fattispecie ho fatto, è stato chiedere informazioni su quanto accaduto e sulla effettiva disponibilità di un pediatra. Dopo avere fatto le mie rimostranze alla direzione dell’Asl, sono stato rassicurato sul fatto che sarà garantita la reperibilità di un pediatra nelle fasce orarie in cui l’ospedale è privo di uno specialista di turno. In questi anni l’Amministrazione ha fatto tanto per l’ospedale, non a chiacchiere ma con atti concreti che sono lì a dimostrarlo. La critica al mio operato è lecita, ma non accetto che travalichi i confini della normale dialettica politica».

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