“Nuova Sabatini va rifinanziata subito”

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VITERBO – “Il governo compia ogni sforzo possibile per rifinanziare la Sabatini bis, che dal 3 settembre non eroga più contributi per esaurimento dei fondi”. Lo chiede la CNA.

“In un periodo di profonda crisi degli investimenti, viene spento uno strumento che permette di sostenere importanti processi di innovazione e modernizzazione soprattutto delle imprese manifatturiere”, osserva l’Associazione, che prosegue: “Ci troviamo di fronte a un paradosso: un provvedimento efficace, migliorato dalla semplificazione delle procedure introdotta a maggio, è vittima del proprio successo”.

Il 2 maggio, come si ricorderà, erano scattate le nuove modalità fissate dal Ministero dello Sviluppo economico per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni, finalizzate agli investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) sia in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature ad uso produttivo, purché nuovi di fabbrica, sia in hardware, software e tecnologie digitali.

Il contributo previsto è pari all’ammontare complessivo degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso annuo del 2,75 per cento per una durata di cinque anni. E’ altresì possibile beneficiare della garanzia del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, fino alla misura massima prevista dalla normativa.

“Parliamo di un incentivo interessante, tanto che diverse aziende si sono rivolte a noi per la richiesta di informazioni e i nostri uffici hanno istruito domande per investimenti con una importante ricaduta -dice Armando Mangeri (foto), responsabile dell’Area Credito della CNA di Viterbo e Civitavecchia-. Non dimentichiamo, infatti, che il contributo viene concesso non per la sostituzione di beni esistenti, ma nel caso di creazione di uno stabilimento o di ampliamento di uno esistente, di diversificazione della produzione o trasformazione radicale del processo produttivo”.

Insomma, la Sabatini bis è uno strumento valido. “Per il rifinanziamento, non chiediamo certo cifre tali da far saltare il bilancio pubblico, ma uno stanziamento di qualche decina di milioni di euro, in grado di innescare un effetto leva in termini di investimenti e di produttività sicuramente molto rilevante”, sottolinea la CNA.

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