Bilancio, la giunta approva il documento

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Ma sulla discussione in consiglio è guerra aperta tra maggioranza e opposizione

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Il primo faticosissimo passo è stato compiuto. Nel tardo pomeriggio di lunedì la giunta Michelini ha infatti approvato la proposta di bilancio.

 

L’aspetto rilevante di tale documento è ormai, e aggiungiamo purtroppo, tristemente noto ai più, ed è relativo, come denunciato dall’opposizione, a un netto aumento della pressione fiscale per ciò che concerne l’Imu, l’Irpef, le mense scolastiche e i servizi cimiteriali.

 

Ciò che invece risulta ancora poco chiaro è il calendario delle giornate in cui il bilancio verrà discusso in Consiglio.

 

La minoranza continua a rimarcare il fatto che tale documento non possa essere discusso prima di 10 giorni dalla sua approvazione in giunta; ma la scadenza fissata dal governo per l’approvazione resta ancora quella del 30 luglio. Troppo tardi.

 

Lo stratagemma per aggirare l’ostacolo, secondo l’amministrazione comunale, è pertanto il seguente: analisi e discussione sulla pressione fiscale in II Commissione nelle giornate di martedì e mercoledì; iniziare la discussione in aula giovedì 30 luglio e poi riprendere la discussione dopo Ferragosto.

 

Un’ipotesi, questa, che ha fatto letteralmente saltare dalla sedia i capigruppo di opposizione, che hanno abbandonato la riunione di lunedì pomeriggio dopo aver udito le intenzioni dell’amministrazione comunale, con annesso invito (assurdo) a fissare la data per la presentazione degli emendamenti al bilancio, senza che questo fosse però stato ancora approvato in giunta.

 

Da parte sua, l’opposizione, sull’iter da seguire, è stata molto chiara: attendere il 31 luglio per vedere se il governo concederà o meno la proroga, organizzando poi i lavori di conseguenza.

 

Ma la giunta Michelini non intende correre rischi, ribadendo una linea d’azione finalizzata a mettere al riparo l’amministrazione da ogni rischio, primo fra tutti quello costituito dalle possibili assenze dei consiglieri di maggioranza, che potrebbero far mancare i numeri durante le sedute nei primi venti giorni di agosto (causa ferie) .

 

Una situazione decisamente paradossale generata, senza timore di essere smentiti, dall’immobilismo amministrativo che ha sempre caratterizzato questa giunta, culminato quest’anno con l’imperdonabile ritardo con cui si è giunti all’approvazione del documento di bilancio.

 

Qualche assessore ha addotto come giustificazione per il ritardo le vicende legate allo scandalo rifiuti, che non hanno permesso all’amministrazione di poter lavorare a dovere sulla bozza del documento stilato.

 

Certo è che se la stessa amministrazione non avesse trascorso gli ultimi sei mesi a gestire le varie guerre scatenatesi in maggioranza per la conquista della presidenza del Consiglio e sull’elezione dei presidenti di III e IV Commissione, il percorso sarebbe stato decisamente più spedito.

 

Ma d’altronde perché sorprendersi di quest’ennesimo pastrocchio? In fondo l’amministrazione attuale non ha mai spiccato per programmazione e lungimiranza.

 

Ciò che invece è largamente ammesso è il sentimento di indignazione per una giunta che, oltre ad aumentare la pressione fiscale perché impossibilitata a fare diversamente (così dicono da Palazzo dei Priori) si concede persino il lusso di di arrivare a ridosso della scadenza del 30 luglio nell’improvvisazione più totale.

 

No. Non è certamente questo il modo di allestire e discutere un documento importante come quello del bilancio. Amministrare una città e decidere delle sorti dei suoi cittadini non è una patetica e improduttiva corsa contro il tempo. Ma, a quanto pare, dalle parti di Palazzo dei Priori il pensiero pare essere totalmente opposto. Ai viterbesi non resta a questo punto altro da fare che mettersi l’anima in pace e di trattenere il respiro per altri due anni e mezzo. Sempre che qualche altro consigliere di maggioranza non venga nel frattempo folgorato sulla via di Damasco…

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