“Acqua Pubblica, per Mazzoli è forse demagogia il voto di 27 milioni di italiani?”

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VITERBO – “Ogni giorno Governo e Parlamento non ci fanno mancare prova di come venga calpestata la volontà dei cittadini, in questo caso, andando a favore di Società e di Multiutility per gestire i beni comuni.

 

E’ di questi giorni infatti, la notizia dello stralcio dell’art. 6 del Disegno di Legge per l’acqua pubblica, l’articolo che garantiva l’affidamento del servizio idrico solo a enti di diritto pubblico pienamente controllati dallo Stato e che, di conseguenza, avrebbe fatto sparire dalla gestione dell’acqua Società sia a capitale pubblico che privato.

 

Ci siamo soffermati sull’appassionata difesa che il deputato Mazzoli riserva alle azioni intraprese dal suo partito e in particolare all’uso di questa sua frase : “Certamente non siamo disposti a cedere sotto i colpi della demagogia su un tema così sensibile per la qualità della vita dei cittadini” .

 

Nel far presente all’Onorevole che i cittadini non sono incapaci di intendere e di volere e che la loro scelta l’hanno già fatta , vorremmo, rivolgergli queste domande e dedicargli le seguenti valutazioni:

 

Caro Deputato per lei, quindi, si tratta di demagogia il voto di 27 milioni di italiani sul referendum per la gestione pubblica dell’acqua?

 

E’ questo il rispetto che il suo partito ha per la democrazia?

 

Altro che Partito Democratico, leggendo il suo articolo ci viene in mente Alberto Sordi nel Marchese del Grillo con la sua famosa frase : “Perchè io so io e voi non siete un ……”

 

Se il suo comunicato voleva fare chiarezza in una cosa, forse, ci è riuscito: i viterbesi hanno capito che il partito a cui Lei appartiene ha tradito la loro volontà e , di conseguneza, la loro fiducia.

 

Il dizionario di italiano traduce la parola demagogia con :”forma corrotta di democrazia in cui i governanti fanno promesse e concessioni alle masse popolari al solo fine di mantenere il proprio potere”.

 

Riteniamo, quindi, che questa parola non possa che essere usata nei confronti di chi il potere lo esercita.

 

C’è, invece, un’altra parola sulla quale riflettere: Ipocrisia, simulazione di buoni sentimenti, di buone qualità o di buone intenzioni.

 

Questa ci ricorda le bandiere del suo partito nelle piazze….

 

I Comitati per l’Acqua Pubblica, comunque, insieme alle forze politiche che in Parlamento li sosterranno, continueranno la loro battaglia per l’acqua pubblica nonostante gli emendamenti, i muri che questo Governo sta erigendo contro questo progetto, e le parole impropriamente pronunciate”.

 

Comitato Non ce la Beviamo

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