“Che ne è stato della via intitolata a Tito Bernardini?”

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ORTE – “In data 12 giugno 2015 era stata consegnata al Sindaco di Orte, Moreno Polo, una lettera a firma A.N.C.R. (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci), Comitato Provinciale di Viterbo, e A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Sezione di Orte.

 

Nella lettera, consegnata quando già l’ormai ex Sindaco Polo aveva ritirato le deleghe agli Assessori per la crisi in seno alla sua Giunta, si chiedeva al primo cittadino di «chiudere in bellezza». Nel 70mo anniversario dalla Liberazione del Paese dal regime nazifascista, veniva denunciata l’onta della Memoria storica di Orte, Comune il quale, nei precedenti 70 anni, non era mai riuscito a intitolare una via al suo illustre concittadino Tito Bernardini, trucidato, dopo orrendi torture subite nel lager romano di via Tasso, alle Fosse Ardeatine.

 

Moreno Polo, che nell’incontro aveva ammesso di non essere a conoscenza della storia di Bernardini, aveva concordato sul fatto che tale «lacuna» andasse colmata. Per questo motivo, in quell’incontro, si era impegnato a leggere quella lettera a Consiglio in carica affinché, come la missiva testualmente richiedeva, si potesse rimediare a quell’ingiustizia «in tempi rapidi, con una decisione trasversale di tutto il Consiglio Comunale».

 

Nell’ultima riunione del Consiglio, invece, la lettera è stata posta all’attenzione dei presenti alla fine della riunione: in questo caso la forma, e la tempistica, sono diventate sostanza! Perché, pur dichiarandosi, lui e gli altri, favorevoli alla richiesta, questa era stata presentata a Consiglio ormai sciolto e quindi impossibilitato a deliberare.

 

È stata una dimenticanza? Una svista? Sta di fatto che il «contentino» è stato dato, ma Orte continuerà a non avere una via intitolata a Tito Bernardini. I promotori dell’iniziativa, ovviamente, torneranno alla «carica» al più presto, nel profondo convincimento che in ogni ambito, toponomastica compresa, sia indispensabile restituire rispetto (e corretta narrazione) alla Memoria di questo Paese. E che, se siamo arrivati a quest’oblìo, lo dobbiamo anche alle troppe sviste e dimenticanze commesse in passato”.

 

Massimo Recchioni
Presidente Sezione A.N.P.I. di Orte

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