TUSCANIA – “Il gruppo laziale di poeti improvvisatori ormai improvvisato e guidato da Pietro Benedetti del quale fanno parte i poeti Donato De Acutis da Bacugno (RI), Giampietro Giammogante da Città Reale (RI), Enio De Santis da Tuscania, Pietro De Benedetti da Tuscania (VT), Marco Calabresi da Bacugno (RI) e il ciaramellaro Matteo Assennato da Roma.

 

Dopo aver utilizzato questa forma di comunicazione (ottava improvvisata) nelle ultime esperienze di teatro: a Caffeina co il Conclave e a Vignanello Palazzo Ruspoli con lo spettacolo di chiusura del corso Caarbarc a cura della banda del racconto e con ka direzione artistica d Antonello Ricci e la regia di Pietro Bendetti.

 

Di nuovo sul palcoscenico Martedì con la diretta radio per un contest su Radio Rock Roma tra Pietro Benedetti, Marco Calabresi ( poeti a braccio), Piotta ed Enrico Capuano, rapper in hip hop.

 

Venerdì 17, ore 22:00, a Tuscania per il Festival della letteratura breve, Contes sul palco con David Riondino tra i poeti braccio Enio De Santis, Donato De Acutis, Pietro Benedetti, Giampiero Giammogante in contrasto con i rappers Piotta, Debbit from Tv spit, stredd Dj, Enrico Capuano e Tammoriata Rock.

 

Sabato 18, ore 18:30 e ore 21:00 Festa della Trebbiatura Viterbo Terme, Centro sportivo davanti al Ristorante Felicetta A cura di Pietro Benedetti, conduce Antonello Ricci.

 

TUTTA L’ANTICA E LA NUOVA TRADIZIONE DELL’IMPROVVISAZIONE POETICA “ DAI CANTI IN BANCHI, AI POETI DELLA TRANSUMANZA AL MODERNO RAP”.

 

La tradizione della poesia in ottava rima, cantata “a braccio”, nasce all’interno del mondo pastorale e contadino, nelle veglie intorno al camino d’inverno e la sera sull’aia d’estate , seguendo la metrica delle ottave epiche dell’Ariosto e del Tasso (molti un tempo, magari analfabeti, sapevano a memoria canti dell’ Orlando furioso e della Gerusalemme liberata !) . I giovani avevano modo così di imparare facilmente e la trasmissione orale avveniva in maniera spontanea.

 

Il “cantare improvvisando” ha consentito anche alle persone con scarsa scolarizzazione di esprimersi con creatività e di essere conosciuti nell’ambito della comunità dove sono vissuti. U n tempo non era difficile incontrare nelle campagne qualcuno che avesse il dono naturale di “cantare a braccio”, o “cantare di poesia” per usare un’espressione più comune in Toscana. Fino a non molti anni fa si usava distinguere fra il “cantar di scrittura” e il “cantar di bernesco”, ossia fra il cantare poesie di altri autori e il vero e proprio canto d’improvvisazione.

 

Dai monti del Lazio, alla Maremma Laziale e in Toscana questa forma d’arte ha trovato un terreno fertile prima nel mondo pastorale e contadino, poi in quello operaio rappresentando spesso una forma di riscatto e di opposizione politica.

 

Le ottave incatenate, recitate con un ritmo musicale cantilenante, tipico degli improvvisatori di piazza, conservano la struttura metrico-ritmica di otto versi endecasillabi, composta da sei versi a rima alternata ( A-B-A-B-A-B ) e gli ultimi due a rima baciata ( C-C ). In questi incontri di rima e canto, poeti in ottava rima si misurano davanti a numeroso pubblico e si lanciano sfide, cantando i loro versi endecasillabi improvvisati. E ricoradate, preparate dei bei temi da fornire ai poeti per contrasti irresistibili”.

 

Pietro Benedetti

 

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