Gestione acque potabili, Caprarola esempio per tutta Italia

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CAPRAROLA – Caprarola esempio di buona pratica amministrativa in tema di gestione delle acque potabili. Il sindaco Eugenio Stelliferi e l’assessore Roberto Ricci hanno partecipato al convegno “I piani di sicurezza dell’acqua per la gestione del rischio: esperienze di applicazione nei sistemi idropotabili” svoltosi a Mortara, in provincia di Pavia, e organizzato dalle Università di Brescia e di Pavia, leader in Italia su questo specifico tema grazie all’attività dei Gruppi di ricerca di ingegneria sanitaria ambientale.

 

In tale occasione, di fronte a una platea di esperti, ricercatori, gestori di servizi idrici e amministratori di tutta Italia, è stato elogiato il sistema idrico del Comune di Caprarola.

 

Per Caprarola, inoltre, la partecipazione al convegno in terra lombarda si è tenuta a pochi giorni dalla sottoscrizione di un protocollo sull’approvvigionamento idrico firmato tra la Ausl di Viterbo e i Comuni del Lago di Vico. “La partecipazione all’importante convegno di Mortara – dichiara il sindaco Stelliferi – dimostra che le politiche ambientali che il Comune di Caprarola ha messo in campo vengono elogiate e indicate come esempio da seguire a livello nazionale.

 

Si tratta di un grande risultato per il nostro paese, che tuttavia ci rende ancor più consapevoli che bisogna impegnarsi a fondo per mantenere questi livelli, a partire dal monitoraggio costante dell’ambiente. L’impegno di questa amministrazione nella tutela del territorio e nel garantire buone pratiche di gestione di un bene indispensabile come l’acqua non verrà mai meno”.

 

Il tema principale del convegno riguardava il Piano di sicurezza dell’acqua (PSA) o Water Safety Plan (WSP), delineato come metodo innovativo per garantire la sicurezza dell’acqua nei sistemi di approvvigionamento idrici. Tale approccio si basa sulla valutazione e gestione del rischio di contaminazione dell’acqua in tutte le fasi della filiera idrica, dalla captazione al punto di consumo; l’obiettivo del PSA è quello di prevenire, o quantomeno minimizzare, la possibile contaminazione delle acque captate dall’ambiente e destinate al consumo umano, di eliminare o ridurre eventuali pericoli chimici, microbiologici, fisici e radiologici, e infine di prevenire eventuali ricontaminazioni in fase di stoccaggio e distribuzione dell’acqua fino al punto di utilizzo. Questo approccio è stato introdotto per la prima volta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2004, è stato recepito nella direttiva europea e verrà in futuro recepito in diversi paesi europei e in Italia.

 

I relatori hanno illustrato le linee guida sui PSA pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità e presentato le esperienze in tema di sviluppo di PSA attraverso diversi casi di studio. Il caso del sistema di approvvigionamento idropotabile del Comune di Caprarola è stato trattato da Michela Biasibetti, dottoranda di ricerca di ingegneria sanitaria ambientale presso l’Università di Pavia e assegnista di ricerca di ingegneria sanitaria ambientale presso l’Università di Brescia.

 

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