I consiglieri comunali si concedono un mese di ferie

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Dopo due settimane di meritatissime ferie, godute (dalla maggioranza) nella seconda e terza settimana di agosto, il Consiglio comunale si concede un’ulteriore appendice di puro relax, archiviando senza nemmeno una seduta il mese di settembre.

 

Il tutto contravvenendo al tradizionale detto in voga a Viterbo, città in cui si fa tutto “dopo Santa Rosa”.

 

E invece, dopo le festività in onore della Santa patrona, nulla si è mosso e nulla si è fatto.

 

Tutt’altro. La riunione dei capigruppo, tenutasi giovedì a Palazzo dei Priori, ha infatti fissato la ripresa dei lavori del Consiglio comunale per il prossimo il 1° ottobre.

 

Ora, con tutta la comprensione del mondo per chi, nell’ultimo anno, ha speso energie fisiche e psicologiche per rappresentare degnamente il popolo viterbese, non riusciamo a capire il motivo di un così ampio periodo di inattività.

 

Eppure, di argomenti all’ordine del giorno, ce ne sono oltre 40; molti di questi, tra l’altro, sono in attesa di essere discussi da due anni e mezzo, ovvero, dalle prime sedute della nuova consiliatura.

 

Tra questi figurano la mozione presentata dal consigliere Santucci sulla modifica della viabilità nel quartiere S. Barbara, la mozione presentata dal consigliere De Dominicis avente per oggetto il Regolamento attuativo sugli istituti di partecipazione popolare, nonché le mozioni della consigliera Frontini sull’introduzione dell’indice di produttività per assessori e consiglieri comunali e sulla riduzione del 30% del gettone di presenza dei consiglieri.

 

Tematiche di chiaro interesse, quelle appena citate, che rappresentano solo alcune delle numerose proposte presentate dalla minoranza. Una minoranza che, di fatto, sta dettando i lavori dall’inizio della consiliatura, a fronte del nocivo immobilismo proposto dalla giunta e dalla sua maggioranza, capace solo di presentare proposte estemporanee e fini a se stesse (come il trasporto della Macchina di Santa Rosa in Vaticano) o iniziative più o meno bislacche incentrate su eventi di pseudo cultura utili solo a far riempire la pancia e le tasche di alcuni personaggi approdati a Palazzo dei Priori con finalità tutt’altro che disinteressate. Il tutto senza contare poi gli eventi organizzati da alcuni partiti, puramente autoreferenziali e utili solo a gettare fumo negli occhi dei cittadini e ad incamerare voti per le prossime elezioni.

 

Da questa melma stagnante, caratterizzante la maggioranza, ci sentiamo di tirar fuori la consigliera Melissa Mongiardo, che a fronte di un numero di presenze tutt’altro che elevato è riuscita in ogni caso a portare a casa risultati tangibili come la dichiarazione di volontà sulla donazione di organi e tessuti al momento del rilascio della carta d’identità e l’istituzione del registro delle unioni civili. A queste si va ad aggiungere la proposta sull’istituzione del registro delle disposizioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari.

 

Una mosca bianca in un mare di fuffa, per dirla come il capogruppo Pd Francesco Serra, a cui speriamo possa presto affiancarsi l’assessore alle Politiche sociali Alessandra Troncarelli, unica esponente della giunta che ha mostrato di avere idee chiare e volontà precise di dare un volto diverso alla città, quantomeno in materia di servizi sociali.

 

Come risulta evidente da questa breve panoramica, di tematiche da affrontare e su cui discutere ce ne sono, e anche di diverse. Tra queste ricordiamo anche il tema della sicurezza cittadina e dell’ordine pubblico, tornato alla ribalta a seguito dei fatti di cronaca occorsi durante le festività di Santa Rosa; tema che sarà al centro di un Consiglio comunale straordinario il prossimo 6 ottobre, a seguito della richiesta del gruppo di Forza Italia (fosse mai la maggioranza proponga qualcosa di concreto).

 

Insomma, gettare letteralmente alle ortiche l’intero di mese di settembre a fronte di così numerosi temi da trattare, risulta a dir poco inopportuno.

 

Si pensava che alla luce della figuraccia fatta dall’intero ente in occasione del bilancio di previsione, approvato con notevole ritardo a seguito della diffida da parte del Prefetto, qualcosa, in termini di tempistica e di attivismo, potesse cambiare.

 

Evidentemente, però, i lupi (o meglio i volponi) perdono il pelo ma non il vizio. La città, di contro, continua a perdere tempo e opportunità di crescita. Il nuovo anno amministrativo si prospetta più nero del previsto.

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