“Non avete più i numeri, siete destinati a morire”

0

L’opposizione rende possibile la nomina del Collegio dei revisori dei conti

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Dopo 55 giorni di inattività il Consiglio comunale torna finalmente ad essere operativo. Incurante della crisi albergante in maggioranza, l’amministrazione Michelini sceglie infatti di andare avanti per la sua strada, infischiandosene altamente della frattura ormai insanabile con i sette consiglieri dissidenti del Pd.

 

L’antipasto della prima seduta del 2016 prevede il ricordo delle vittime dei bombardamenti su Viterbo e della Giornata della Memoria. Ricorrenze, queste, ormai trascorse da giorni, ma a cui il Consiglio comunale riesce a dedicare solo oggi un doveroso minuto di silenzio.

 

I lavori prendono a questo punto il via, con Goffredo Taborri che pone un’immediata interrogazione al primo cittadino: “Ritengo sia doveroso – esordisce Taborri – che il sindaco spieghi a tutti noi cosa sta accadendo in questo Consiglio comunale. Dopo 55 giorni di inattività è giunto il momento di fare chiarezza una volta per tutte”.

 

La curiosità di Taborri non viene ad ogni modo soddisfatta; il presidente Ciorba ricorda infatti al consigliere dei Conservatori e Riformisti che, nella seduta odierna, non sono previste interrogazioni.

 

Il capogruppo di Forza Italia Claudio Ubertini, tuttavia, pungola ugualmente l’amministrazione: “Il sindaco non ha più una maggioranza, avendo perso, negli ultimi due anni, la bellezza di 10 consiglieri. Il risultato è una situazione a dir poco paradossale, che vede oggi la presenza in quest’aula di 13 consiglieri di maggioranza e 13 di opposizione. Mi chiedo come si possa andare avanti in questo modo”.

 

Il sindaco, stavolta, accoglie la provocazione, manifestando in maniera seccata la propria volontà: “Non intendo sospendere l’attività amministrativa di questo ente; per questo abbiamo pensato a un consiglio in seconda convocazione, in modo da poter assicurare il regolare svolgimento dei lavori”.

 

Insomma, Michelini va avanti contro tutto e contro tutti, grazie esclusivamente a dei numeri risicati che gli consentono a mala pena di tenere in piedi il Consiglio.

 

L’aspetto non sfugge alla minoranza, che per bocca del consigliere Taborri ricorda al sindaco quale sia la realtà dei fatti: “Il sindaco dice che vuole andare avanti per non bloccare l’amministrazione. Ma, forse, Michelini dimentica che per andare avanti ci vuole una maggioranza che sia in grado di garantire le scelte dell’amministrazione. In tal senso mi sembra che i problemi non manchino: la situazione delle Commissioni consiliari, tanto per fare un esempio, parlano chiaro. La terza non viene convocata da luglio, mentre ulteriori tre non hanno nemmeno il presidente. Se questa è democrazia e modo di amministrare…”.

 

Il sindaco incassa il colpo e, come un pugile in difficoltà, prova a dimenarsi nervosamente aggrappandosi ad ogni appiglio: “Ricordo a Taborri – afferma Michelini – che in un’amministrazione comunale, oltre le Commissioni, a svolgere un ruolo fondamentale è anche il Collegio dei revisori dei conti, che a breve saremo chiamati a nominare”.

 

Con non poche perplessità si passa così alla discussione del suddetto punto, con il consigliere di FondAzione, Gianmaria Santucci, critico verso il modo in cui si è giunti a questa discussione. “Queste vicenda – esordisce – è a dir poco farsesca. Mi aspettavo dal sindaco un senso istituzionale, teso a chiarire i problemi di questa amministrazione, ma così non è stato. Il sindaco ci chiede di votare il Collegio ma, forse, gli sfugge l’assurdità della situazione attuale. Il numero legale può infatti essere tenuto indifferentemente sia dalla maggioranza sia dall’opposizione: entrambe le parti possono infatti contare su tredici consiglieri. Oltre a ciò, Michelini dovrebbe riflettere sul fatto che se l’opposizione dovesse oggi votare negativamente la delibera sui revisori dei conti sarebbe respinta. Alla luce di ciò, sembra quasi che il sindaco ci stia mettendo nella condizione di dover votare favorevolmente per non paralizzare la città.

 

Ciò che però ci si ostina a non capire è che questa amministrazione è destinata a morire, poiché con questi numeri non potrà mai vedere approvato nulla. Stasera potrete pure giovare del nostro buonsenso, ma poi? Forse sarebbe il caso di sospendere il Consiglio e capire come andare avanti”.

 

Per Michelini, tuttavia, la questione è di differente natura: “Far passare la delibera sul Collegio dei revisori dei conti – ricorda il primo cittadino – è interesse dell’intero Consiglio comunale, non certo della sola amministrazione comunale”.

 

A riportare sulla terra il sindaco ci pensa a questo punto il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luigi Maria Buzzi: “Il sindaco dice che senza il Collegio dei revisori dei conti un’amministrazione non può andare avanti, dimenticando però che un’amministrazione, per poter governare, ha bisogno di una maggioranza; una maggioranza che, come è evidente, ormai non esiste più. La verità, caro sindaco è che lei si è arroccato nella sua posizione e che la sua amministrazione, di fatto, è ormai in scacco matto”.

 

Il tiro alla fune tra l’opposizione e i reduci della maggioranza prosegue con l’intervento del consigliere Maurizio Tofani, che invita tutti a votare la nomina sul Collegio dei revisori dei conti.

 

Ma la minoranza non ci sta, dando seguito alle richieste di chiarimento sull’attuale crisi dell’amministrazione.

 

A cercare di mettere un punto a questa situazione ci prova l’imputato principale, il sindaco Michelini, che dopo aver ammesso di non avere i numeri per andare avanti chiede a tutti di poter nominare quantomeno il Collegio dei revisori, auspicando nel contempo di poter presto risolvere la crisi con i sette del Pd.

 

Si arriva così alle dichiarazioni di voto, ma l’opposizione (ad eccezione del M5S) presenta un emendamento in cui si chiede che l’entità dei rimborsi spese degli organi del collegio venga ridotta.

 

Il segretario generale Francesca Vichi afferma però che l’entità dei rimborsi non può essere modificata; ad essere modificabile, invece, è l’entità del compenso percepito.

 

L’opposizione riformula così l’emendamento, che viene dichiarato legittimo dal ragioniere capo. Si va così alla votazione dell’emendamento, che vede il consiglio comunale esprimersi favorevolmente; unico a non votare è il presidente del Consiglio Marco Ciorba, che si avvale dell’articolo 47 comma 4 del regolamento.

 

Un articolo, quello appena citato, che viene nuovamente utilizzato nel momento in cui si arriva alla votazione sulla delibera. Stavolta però, oltre a Ciorba, ad avvalersene sono anche tutti i consiglieri di opposizione. La delibera viene approvata.

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.