“Sfratti per morosità in aumento del 38%”

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VITERBO – “Sfratti per morosità, fenomeno sempre più allarmante. In Italia, nel 2015, i provvedimenti esecutivi di rilascio di immobili ad uso abitativo sono stati oltre 64 mila. Di essi, più di 57 mila sono dovuti a morosità, con un incremento del 38,4% rispetto al 2008, ultimo anno pre-crisi economica”.

A dichiararlo è Giancarlo Turchetti (foto), Segretario Generale della Uil di Viterbo, a partire dal Rapporto UIL sulle politiche abitative realizzato dal Servizio Aree Urbane Casa del sindacato.

“In tutto questo – prosegue Turchetti – il costo dell’affitto gioca la sua parte. Tant’è vero che incide oltre il 40% sul reddito da lavoro dipendente e il 50% su quello da pensione con una media di 687euro al mese.

Ciò significa che la crisi economica colpisce in particolar modo e sempre di più le fasce più deboli della società, lavoratori e pensionati. Fasce su cui altri settori sociali impongono affitti che non tengono conto delle condizioni di vita delle persone. Le colpisce e le punisce costringendoli anche ad andarsene di casa”

“Ciò che maggiormente preoccupa di questo quadro – osserva il Segretario Confederale Uil, Guglielmo Loy – è l’incremento negli anni dell’incidenza degli sfratti per morosità che nel 2015 assorbono l’88,2%. Pur non essendo menzionati i motivi degli sfratti che vedono nella morosità la principale causa, è però presumibile che gran parte degli stessi derivi da una ‘morosità incolpevole’, cioè da una situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone locativo in ragione della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare. I cambiamenti della società e la crisi occupazionale, stanno vedendo sempre più aumentare le famiglie mononucleari e monoreddito”.

“Dati allarmanti – sottolinea Guglielmo Loy – in considerazione del fatto che fino ad ora non sono stati attivati quegli auspicati interventi governativi che avrebbero potuto segnare una inversione di tendenza.

Uno strumento utile sarebbe ripristinare il Fondo sostegno affitti, azzerato per il 2016 dalla legge di stabilità, consentendo alle Regioni di attuare una politica di programmazione adeguata alle esigenze dei cittadini. Continuiamo a dire – conclude Loy – che è necessario mettere al centro di tutto l’‘affitto’, tramite l’introduzione di politiche fiscali premianti, come ad esempio prevedere la possibilità per l’inquilino di detrarre dalle tasse parte dell’affitto, facendo emergere, tra l’altro, le tantissime locazioni in nero. Appare chiara, quindi, la necessità di un effettivo piano di rilancio dell’edilizia popolare che possa creare, attraverso l’opportuno coordinamento di risorse pubbliche e private, le condizioni per il risanamento di interi quartieri metropolitani e per il reperimento di abitazioni compatibili con l’ambiente e caratterizzate da costi realmente sostenibili per le famiglie. Il ‘caro casa’ – conclude Loy – incide pesantemente sulle tasche degli italiani, in particolare per chi sta soffrendo un disagio occupazionale e, più in generale per lavoratori e pensionati i quali hanno visto calare, negli ultimi anni, le loro disponibilità economiche”.

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