Unione della Tuscia: un nuovo polo all’orizzonte della politica viterbese?

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VITERBO – Si è svolta domenica 18 ottobre 2015 la seconda assemblea programmatica dell’Unione della Tuscia. Un evento atto a presentare sia le novità del movimento, che le intenzioni per il futuro politico di Viterbo e provincia.

 

Sul tavolo dei relatori, Maurizio Federici, in qualità di presidente onorario, Umberto Ciucciarelli, portavoce del movimento, affiancato da Patrizia Grilli, Letizia Tombolini e Alessia de Rubeis fresca di nomina a coordinatrice e
Ciucciarelli ha aperto ribadendo i concetti di chiarezza, compattezza, apertura al confronto, ma non ai compromessi.

 

Scelte che hanno portato all’allontanamento da schieramenti politici, uno su tutti “Noi con Salvini”, che cercano consensi sul territorio, ma di territoriale hanno poco o nulla. Da qui, la necessità di palesare questa rinascita a partire da Alessia de Rubeis che nel suo breve intervento ha sottolineato i valori comuni all’interno dell’UdT, quali l’attaccamento al territorio e senso di appartenenza; il desiderio di equità: concetti cari alla destra sociale. La De Rubeis ricorda la sua militanza nelle fila dell’associazione Viterbo Civica, che ringrazia vivamente per quanto appreso nel tempo, ma dalla quale è uscita per evidente scarsità di seguito popolare reale. “Il virtuale esaltava spesso il mero sfogo di soli protagonismi personali che mai avrebbero potuto porsi nella condizione di cambiare realmente le cose”. E’ stato chiamato ad intervenire, in qualità di imprenditore, Enrico Benedetti che ha abbracciato il progetto dell’UdT già da tempo e che si è fatto portavoce della situazione drammatica delle aziende e di come Stato, comuni e province non diano cenno di voler supportare la ripresa economica.

 

Presenza ormai stabile e graditissima quella di Federico Fracassini (movimento Patriae), allineato agli stessi concetti di onestà che muovono gli intenti di quanti, cittadini e politici, erano in sala per l’occasione. Un percorso comune quello con Fracassini, iniziato da tempo con battaglie comuni portate alla vittoria come quella contro i Tutor.

 

Sulla stessa linea anche Gianmaria Santucci (FondAzione) al quale va il sentito ringraziamento di tutto l’esecutivo, che ha posto l’attenzione su come amministrazione Michelini, priva di progettualità e di idee abbia fatto sprofondare Viterbo in un baratro di inutilità.

 

Il concetto di Destra Sociale è stato ripreso anche dall’On. Daniele Sabatini, che durante il suo intervento ha fatto riferimento a quei concetti di giustizia ed equità sociali formatisi con anni di vicinanza alle necessità della gente comune e ai quali, dichiara apertamente, di voler tornare quanto prima facendo, qualora ci siano i presupposti, fronte comune con l’Unione della Tuscia e quella parte di Destra che si ritrova a tutt’oggi orfana di un riferimento e di un gruppo unito con cui marciare uniti e compatti.

 

Momento di pathos quello in cui il consigliere regionale, in un gesto pieno di significato, apprezzato da tutti gli intervenuti, ha estratto dalla propria tasca un tricolore, consegnandolo a Maurizio Federici. Il presidente onorario dell’Unione della Tuscia chiude la serie di interventi prima del discorso conclusivo di Ciucciarelli. Le sue parole, da ufficiale giudiziario e quindi cosciente della situazione economica meglio di chiunque altro, sono lo specchio della situazione attuale che si è letteralmente ribaltata nel corso degli anni: se prima l’80% si vedeva confiscare beni perché semplicemente comprava cose e poi non le pagava, ora è l’esatto contrario. Brava gente, sempre ligia alle regole, si vede portare via le proprie cose, perché priva della possibilità di ottemperare ai propri debiti.

 

Patrizia Grilli, personaggio storico del movimento, sale sul pulpito e racconta l’evoluzione dell’UdT, i motivi e i metodi “poco ortodossi” che venivano messi in atto in “Noi con Salvini” che in contesti prettamente territoriali obbligavano alla verifica del consenso da parte di “Milano” sulle procedure o le collaborazioni. “L’Udt collaborerà con chiunque riterrà opportuno farlo, non si stupisca nessuno, perché nessuno è escluso da questa ipotesi. Lavoriamo costantemente per il bene di Viterbo. Questa è l’unica cosa che conta e nessuno deve permettersi di imporci con chi farlo o no”

 

“Nell’intento dell’Unione della Tuscia,” – conclude Ciucciarelli col suo inconfondibile piglio, – “c’è quello di riportare dignità e togliere dal disagio le centinaia di famiglie che vedono lesi i propri diritti da una politica sociale inesistente e da un disinteresse dilagante secondo il principio di Preferenza Territoriale. Così come ridare dignità a Viterbo. Perché si può. Perché si deve. E il turismo, con le nostre terme e tutto il medioevo, la storia e la cultura che si respirano, dovranno essere l’indotto per riportare questa città a “vivere del suo”.

 

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