Balle spaziali

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Non ce la faccio proprio a capire l’impostazione che Filippo Sensi, guru potentissimo sui media nostrani per conto del Premier, sta dando alla comunicazione sia del governo che del Partito Democratico.

Inevitabile il paragone con Silvio Berlusconi che finito l’effetto novità del suo liberal-liberismo in salsa ambrosiana, alternava periodi di silenzio stampa a frenetiche corse per le piazze italiane a consacrare nei bagni di folla la sua leadership di Unto del Signore.

Per Renzi non dovrebbe essere così: sono stati anni tumultuosamente riformistici; mille giorni di turbo riformismo che , nel bene e nel male, lasceranno il segno nella storia e soprattutto nell’assetto strutturale di questo paese.

Come dice qualche anziano commentatore: “Ha fatto cose buone, cose cattive; cose giuste, cose sbagliate”

Il rischio è che come Berlusconi per il centrodestra, che oggi è ridotto nell’angolo in cerca di una identità e di una idea di paese spendibile e soprattutto funzionante, Renzi è nella fase (ancora ascendente?) di una riscrittura profonda della sinistra, una nuova mistura di modernità decisionistica, pauperismo empatico, narrazione innovativa, distruzione del passato.

Se ci fosse più o meno presto, come è inevitabile in una democrazia, un alternanza di centrodestra, si scoprirà il danno fatto alla sinistra, perché con i principi, con i valori, con le ideologie, non si scherza.

Con i sondaggi, con i media, con il carisma si governa, ma non si dura e soprattutto non si rimette in piedi un Paese sfibrato dalle “balle spaziali”: dal milione di posti di lavoro di Vespiana memoria ai 500 milioni di risparmi sui costi della politica da dare ai poveri, dell’altro giorno ad una Festa dell’Unità.

In questi mille giorni è stato fatto molto, riformando il riformabile: scuola, lavoro, PA, casa, IRPEF, cultura, giustizia, fondazioni bancarie, competitività, ecc. che cos’è allora che giustifica questa partita decisiva e vitale della riforma costituzionale, che accentra e verticalizza il potere se non la confessione, il disvelamento, la controprova che non tutto è buono e non tutto funzionerà, tant’è che l’esecutivo deve diventare inattaccabile per durare?

Non si vuole capire che si sta lavorando per la destra, che prima o poi guiderà di nuovo il paese e che oggi è in una botte di ferro, perché se vince il NO Renzi è in grandi, forse letali difficolta; se vince il SI si troverà prima o poi con gli strumenti giusti per fare la “destra” vera, quella cui tende, quasi geneticamente, la maggioranza degli Italiani .

Una politica, che disintermedia ed umilia, sindacati, media, persino un pezzo di PD, dovrebbe piacere all’elettorato “moderato”, questo almeno il calcolo di Renzi per il 40%; ma se esso preferisse l’originale e le balle spaziali non funzionassero più per nessuno?

FC (31)

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