Questo tempo sospeso

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VITERBO – Mi auguro che ciascuno abbia passato o stia ancora passando, un lieto tranquillo rilassante periodo di ferie; se c’è da dare un tratto caratterizzante di esso, direi che viviamo un tempo sospeso, un po’ come il “caffè sospeso”, la geniale, altruistica e generosa invenzione napoletana di chi lascia un credito a futuro consumo, per chi magari anche un caffè è di problematico acquisto.

L’economia nostrana, nonché quella internazionale dopo la Brexit, ristagna in una recessione dolce di cui pare che nessuno si preoccupi.

Mentre dopo l’aumento delle pensioni minime, il taglio alle tasse, i 500 milioni ai poveri, si affacciano i 7 miliardi di euro per i contratti arretrati del pubblico impiego, si è tutti con il fiato sospeso di fronte alle scadenze dell’ Unione Europea, il compact fiscale, l’aliquota IVA da aumentare, i 74 miliardi di euro in più debito pubblico, la cosiddetta flessibilità, record assoluto ed incontestabile, (almeno quello), del nostro palmares nazionale.

La terza guerra mondiale dolcemente si sviluppa sugli schermi televisivi, peccato proprio all’ora di pranzo e di cena, in cui i valori che contano sono i sapori e gli umori.

Mentre i successi planetari della Russia di Putin, segnano scores nel totalizzatore finale della globalizzazione, dalla Siria, alla Turchia, dalla Sirte alle basi in Iran, si è tutti con il fiato sospeso sulle esternazioni tragicomiche di un Donald (Duck) Trump e le difficoltà di presa mediatica di una Hillary Clinton, dentro una “House of cards” di cui l’occidente riflessivo auspica l’Happy End.

Il referendum confermativo, di una riforma costituzionale fatta da un potere esecutivo ed imposta a colpi di maggioranza al potere legislativo, ancora non cattura l’attenzione dell’opinione pubblica e genera un dolce “Ma chi se ne frega!”

Mentre la strategia comunicativa aggiusta i propri passaggi tattici mobilitando nei media il mobilitabile, in termini di neo nominati, neo assunti, neo gratificati, neo incaricati di una mission impossibile, che è giustificare ed esaltare una sola opzione di quelle in campo, si è tutti con il fiato sospeso a cercar di capire qual è la posta in gioco.

Ma se le riforme di ogni tipo e genere sono state già fatte e qualcuna sta già profondendo i suoi benefici effetti; se non c’è campo, ambito, genere, che sia stato tralasciato dal presente turbo riformismo; se non c’è opzione, prospettiva, scommessa sul futuro che non sia stata esplorata e tradotta in norma, ma che senso ha questo REDDE RATIONEM finale, quasi un ricorso al giudizio divino del percorrere un tracciato di braci senza scottarsi i piedi?

Siccome non è facile trovare una spiegazione, se non “pensando male” come diceva qualcuno che se ne intendeva, mi pare che quando tra breve questo tempo sospeso finirà laddove i cittadini conteranno nel determinare le proprie sorti, come nel referendum, anch’esso sospeso in modo inquietante nella sua data di svolgimento, credo che ci sarà un soprassalto di dignitosa opposizione, un NO diffuso che ribalti l’esistente e prepari tempi migliori, possibilmente non sospesi!

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