Appello a maggioranza e opposizione sul referendum Acqua Pubblica nel Comune di Viterbo

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VITERBO – “Appello a chi è stato eletto con i voti dei viterbesi per amministrare la città nel migliore dei modi. Questo appello naturalmente è indirizzato a tutti i consiglieri, maggioranza e opposizione, parliamo del quesito referendario sull’acqua pubblica. Prima tappa. 2011, Referendum nazionale acqua pubblica: stravince il sì per l’acqua pubblica. Viterbo supera il dato nazionale per il consenso.

 

2. Estate 2015 il Comitato “Non ce la beviamo” si adopera per fare un Referendum comunale sulla gestione dell’acqua. Da notare bene che sarebbe il primo Referendum che si terrebbe a Viterbo.

 

3. Vengono fatti vidimare dalla segreteria generale del Comune di Viterbo i fogli per la raccolta delle firme.

 

4. Il Comitato scende nelle piazze e attua tante postazioni per parlare con i cittadini sul problema della gestione dell’acqua. Tanto entusiasmo e moltissimi cittadini offrono il loro aiuto. (Queste sono le cose che ti fanno sentire bene). Un grande aiuto ci è stato fornito da diverse parrocchie della città perché già Papa Francesco nella sua prima Enciclica del 2015, la n.16, parla dell’acqua come di un bene che non deve essere mai dato al profitto dei privati. ( Chissà se tutti i nostri consiglieri cattolici ne sono al corrente?

 

5. 19 ottobre 2015. Raccolta firme ultimata. Consegnate 3363 firme all’ufficio competente. Ci viene assicurato che tutto si concluderà nei termini prefissati.

 

Ora siamo a un giorno dalla data ultima per stabilire l’ammissibilità del referendum. Cari consiglieri non prendeteci in giro. Questo riguarda di nuovo tutti i consiglieri perché chi ha firmato non è di un solo partito ma di tutti gli schieramenti.

 

Vi chiediamo di fare come già avvenuto in altre occasioni, quando sono state raccolte migliaia di firme. Facciamo fare a Viterbo un altro balzo in avanti, anche questa volta con l’apporto della maggioranza e opposizione. I cittadini meritano di essere ascoltati. Per litigare ci sono tanti altri motivi. Non gettiamo via una petizione popolare, noi cittadini non siamo rifiuti”.

 

Franco Marinelli (foto)
Solidarietà Cittadina

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