Oltre ogni difficoltà, “Bianca Speranza” conquista il centro (foto)

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Barbara Bianchi

 

VITERBO –Si sa che il tratto più difficile dell’intero percorso della Minimacchina del centro storico è il passaggio sotto l’archetto di via Mazzini. Lo spazio è poco, bisogna stare bene attenti, concentrati, per fare in modo che vada tutto bene. Dopo una partenza senza sbavature ed in perfetto orario, alle 21, “Bianca Speranza” è pronta ad affrontare la seconda tappa. L’archetto è proprio di fronte agli occhi dei facchini e del capofacchino, che li richiama all’ordine e alla compostezza: “Abbiamo lasciato piazza Dante alle nostre spalle senza difficoltà, ora concentrati. Siete pronti, abbiamo provato tanto, andiamo!”, li esorta Alessandro Lucarini.

 

Una fila dopo l’altra i piccoli leoni bianchi e rossi prendono posto sotto la macchina. “Al sollevate e fermi!” stirano le gambe e iniziano a camminare. Santa Rosa, in cima, con una collana di rose al colle, avanza nel buio totale. Ora il momento più difficile: il passaggio sotto la volta di via Mazzini. “Bianca Speranza” avanza con decisione, ma va ad urtare l’arco.

 

 

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La statua della Santa si piega, si stacca. Ciononostante rimane in cima, a vegliare sui suoi facchini. Nessuno si accorge di nulla, troppo concentrati a guardare i piccoli avanzare, nelle loro divide, nella loro fatica. Solo dopo aver poggiato sui cavalletti la Macchina, tutti si voltano all’insù e vedono che qualcosa non va.

 

 

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La risposta dei tecnici arriva immediata: una scala, qualche attrezzo e la statua viene ricollocata nella sua posizione iniziale. Pochi minuti di lavoro e tutto torna perfetto. I ragazzi ringraziano con un grande applauso, cui si unisce la folla intera, ai lati della strada.

 

 

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“Non è successo niente – commenta Lucarini – sono cose che capitano. Ora pronti e più concentrati che mai. Il percorso è ancora lungo. Forza ragazzi!”.

 

Alle 21,26, tutte le spallette trovano posto sotto la Minimacchina. Si riparte. Via Niccolò della Tuccia, Via della Verità, della Pace e dell’Orologio Vecchio sfilano sotto i piedi dei facchini senza nessuna difficoltà. Qualche tappa intermedia per riprendere fiato e gustarsi l’amore della gente. Poi giù fino a Piazza delle Erbe, via Saffi, Via Fontanella di Sant’Angelo e Via Cavour. L’arrivo a Piazza del Comune è alle 22.03, dopo un’ora dalla partenza. È qui che, tra lo stupore della folla, avviene la prima girata di questo 49* trasporto.

 

Alle 22,14, dopo aver affrontato via Roma, “Bianca Speranza” è di nuovo a Piazza delle Erbe, sempre più colma di pubblico.

 

“E’ un’emozione grandissima – commenta il Prefetto di Viterbo, Rita Piermatti – vedere la devozione e la fede nei cuori di questi bambini fa commuovere!”.

 

Per coprire il restante percorso, i piccoli leoni impiegano poco più di un’ora. L’arrivo a Piazza Dante, tra musica e sventolii di bandiere gialle e blu, è alle ore 23.30. Un ultimo giro, poi la Macchina viene poggiata a terra per l’ultima volta. Ora la festa più grande ha inizio. Centinaia di fazzoletti bianchi volano in aria, abbracci e grida. Anche quest’anno il miracolo è stato compiuto.

 

 

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