“Infermiere carenti ed ostetriche dimenticate”

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VITERBO – “La scrivente organizzazione sindacale, ha ricevuto notizia da alcune lavoratrici in servizio presso la U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Belcolle ,che a causa della gravissima carenza di personale infermieristico, non solo appare estremamente difficoltoso garantire una adeguata assistenza alle ricoverate, ma il perdurare di tale situazione, potrebbe compromettere la sicurezza clinica e del lavoro.

 

Infatti, alle difficoltà operative legate all’alto turn-over delle pazienti , all’assistenza post-operatoria ed alla sala parto, si aggiunge un clima organizzativo compromesso da una carenza di personale cronica, che recentemente ha assunto livelli veramente preoccupanti.

 

Questa situazione, oltre a favorire un incremento dei rischi in genere, determina una assunzione impropria di responsabilità da parte di tutto il personale infermieristico e non solo, sia in situazioni straordinarie che di urgenza, ed espone lo stesso, ad un significativo rischio da stress, che aumenta la possibilità del verificarsi di errori e quindi, di danno, aspetti questi, che sono alla base delle giustificate proteste delle infermiere totalmente esasperate ed in condizioni di estremo disagio.

 

La necessità di intervenire appare ormai inderogabile e quindi, non riusciamo a comprendere come mai le SS.LL, non hanno ancora considerato (come avviene in molti ospedali italiani ), la necessaria revisione del modello organizzativo, che preveda una struttura dedicata alla sola maternità, magari con l’auspicato “ parto in analgesia”, tanto richiesto dalle donne in gravidanza, per creare l’unico vero polo di riferimento del percorso nascita dell’Alto Lazio.

 

L’ attività ginecologica, troverebbe il suo sbocco fisiologico nell’ambito della nuova organizzata week surgery di Belcolle, con l’utilizzazione del solo personale infermieristico della citata U.O.C. sufficiente a garantire gli attuali volumi di attività, infatti circa il 90% degli interventi ginecologici, terminano con una degenza entro le 5 giornate.

 

Conseguentemente quindi, le ostetriche di Belcolle, potrebbero tranquillamente occuparsi della sola maternità – ostetricia, come è giusto che sia e come avviene in molti ospedali e cliniche italiane, magari con l’aiuto di quelle ostetriche ospedaliere, delle ex Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia dismesse, dell’ospedale di Civita Castellana e di Tarquinia.

 

Del resto,così come avviene per i chirurghi, che in caso di necessità e con senso di responsabilità, dai citati ospedali periferici, convergono verso il centro, cioè a Belcolle, per salvaguardare le attività prioritarie che vanno garantite, anche le ostetriche forse un po’ dimenticate nel territorio della ASL, a garanzia della loro professionalità acquisita nel corso di anni di esperienza ospedaliera, potrebbero essere impiegate per la realizzazione una rinnovata Unità Operativa, dedicata solo alla maternità presso l’ospedale di Belcolle.

 

In effetti si tratta di dare seguito ad un percorso nascita, dove in primis viene garantita la sicurezza, le tecnologie, la presenza di strutture indispensabili (neonatologia- sala operatoria ecc) ed il confort, a meno che le SS.LL, non ritengano di consigliare alle donne di andare a partorire nella leggendaria “Casa del Parto di Tarquinia” che resta e forse resterà a lungo, uno dei sogni irrealizzati del popolo tarquiniese e di tutti i territori limitrofi.

 

Pertanto, in attesa di conoscere le determinazioni sull’argomento da parte delle SS.LL, sollecitiamo l’intervento del Risk Manager, per la verifica di tutti gli aspetti relativi al rischio clinico e l’intervento del Responsabile SPP, per la valutazione del rischio lavorativo da stress sul personale in servizio presso l’ Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Belcolle”.

 

Vittorio Ricci
Segretario provinciale Fials

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