Sano chi sa, al via il progetto Asl sui corretti stili di vita

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VITERBO – Corretta alimentazione, stili di vita sani, diffusione delle pratiche sportive e dell’attività fisica, un sano rapporto con i media e con la pubblicità. Sono questi gli obiettivi che persegue il progetto della Asl di Viterbo “Sano” chi sa” che vede coinvolti gli istituti comprensivi Carmine di Viterbo e Sacconi di Tarquinia, con corsi di formazione ai docenti, attività in aula con gli studenti e incontri in forma plenaria.

 

Il progetto, compreso nel Piano regionale di prevenzione e inserito nella campagna di comunicazione della Asl “È salute”, si svolge contemporaneamente in 24 istituti comprensivi selezionati dalla Regione Lazio e intende promuovere tra i ragazzi uno stile di vita sano, principalmente attraverso una corretta alimentazione e l’attività sportiva.

 

Dopo aver già svolto gli interventi di formazione per gli insegnanti, gli operatori della Asl sono intervenuti in due incontri in plenaria che si sono svolti lunedì 22 febbraio e venerdì 4 marzo alla presenza di circa 300 studenti e di 90 docenti. Per l’azienda sanitaria hanno partecipato il direttore del Dipartimento di prevenzione Giovanni Chiatti, il direttore del Servizio di igiene pubblica Daniela Migliorati, il direttore del Servizio igiene degli alimenti Danilo De Santis e Maria Elena Cianchi che ha coordinato i lavori e ha svolto il ruolo di formatore, insieme al tecnico della prevenzione Francesco di Cesare e alla psicopedagogista Claudia Ferrilli.

 

Il progetto prevede una serie di fasi che, nei prossimi mesi, vedranno impegnati gli studenti, i docenti e gli stessi operatori Asl in lezioni interattive. “Sano chi sa” si concluderà con un concorso che prevede la realizzazione di un concept che potrà essere utilizzato per una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutte le scuole del Lazio nei prossimi anni scolastici.

 

“Con ‘Sano chi sa’ – commenta il direttore generale della Asl, Daniela Donetti – intendiamo informare le ragazze e i ragazzi del nostro territorio sui corretti stili di vita che possono rivelarsi determinati per il contrasto di fenomeni in crescita, quali l’obesità. Progetti come questo contribuiscono a migliorare l’immagine del nostro servizio sanitario locale che, oltre ad erogare prestazioni di qualità, rispondendo ai bisogni di salute della popolazione, dovrà sempre di più impegnarsi sul fronte della prevenzione per evitare, quando è possibile, l’insorgere di malattie legate a comportamenti e abitudini non sane”.

 

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