Duomo di Soriano gremito per il gran finale del Tuscia Operafestival

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SORIANO NEL CIMINO – La storia, spesso, si ripete ed anche quest’anno il Concerto Sinfonico che il Tuscia Operafestival ha riservato come finale di stagione al Duomo di Soriano nel Cimino, non ha fatto eccezioni in tema di pubblico e qualità artistica.

 

D’altronde, dopo una stagione ricca di eventi, trenta per la precisione, tra Viterbo e Soriano nel Cimino, e dopo gli eccellenti risultati ottenuti con il “Così fan tutte” e i numerosi concerti lirici allestiti dentro Castello Orsini, quest’evento finale già si preannunciava come un grande successo. E trionfo è stato. Un programma vario, anche se ricercato ha contrapposto due “monumenti” vissuti a cavallo tra il XVII e XVIII secolo: G. F. Haendel e W. A. Mozart.

 

A confronto alcune composizioni prettamente orchestrali, come la Sinfonia dal Saul e la “Haffner” K. 385 e altri brani dedicati al diverso modo di trattare la vocalità, con arie interessanti e per certi versi di rara esecuzione come “Ombra cara” dal Radamisto di Haendel e “Al mio ben mi veggio avanti” dall’ Ascanio in Alba di Mozart.

 

A regalare al pubblico questa serata di gioielli musicali, e di atmosfere ricercate, la Camerata Barocca “Claudio Monteverdi” che per l’occasione si è integrata anche con parte del- l’Orchestra Sinfonica del Tuscia Operafestival.
Solista d’eccezione Luigi Schifano, giovane, ma già affermato Controtenore, alla cui splendida voce sono state affidate tutte le arie di Haendel e l’Ascanio in Alba, resi dall’Artista in tutta la loro delicatezza con raffinati colori timbrici e dinamici.

 

Al suo esordio il ventunenne baritono statunitense Sean Galligan, a cui il M° Vignati ha voluto affidare un cameo, e se pur con una sola aria da Le nozze di Figaro, Galligan è riuscito a conquistare il pubblico grazie ad una vocalità generosa e calda al contempo, elementi che fanno presagire fin d’ora una luminosa carriera. Sul podio il Maestro Stefano Vignati, che come sempre ha guidato l’Orchestra e i solisti con sicurezza ed autorità, con esplosioni sonore di pura gioia, pianissimi da “pelle d’oca” e fraseggio raffinato, e si è confermato ancora una volta musicista di livello superiore.

 

Il pubblico che gremiva il Duomo occupando ogni ordine di posti e che ha dimostrato il suo entusiasmo con applausi interminabili e tante chiamate degli Artisti, alla fine è stato omaggiato con un bis speciale: “Ombra mai fu” dall’Opera Serse che, complici gli Artisti tutti e il genio assoluto di Haendel, ha prodotto un’ovazione finale e anche qualche lacrimuccia. Plauso anche all’Amministrazione comunale che ha fortemente voluto questa stagione, dimostrando che anche con fondi esigui si possono offrire al pubblico eventi di estrema qualità.

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