Luce di Rosa, uno spettacolo nello spettacolo (foto)

0

 

VITERBO – C’era molta attesa per la Mini Macchina del Centro Storico, soprattutto perché, quest’anno, ne ricorreva il 50° trasporto.

Un’attesa che, senza dubbio, è stata ben ripagata dal lavoro svolto da Lucio Laureti, Mario Todini e Nastassia Maria Andreani, ideatori e progettisti di Luce di Rosa (la nuova Mini Macchina creata ad hoc per l’evento), e dai 223 piccoli facchini, autori di una nuova ed emozionante impresa per le vie del centro storico.

Luce di Rosa, bianca e decisamente più longilinea rispetto alle precedenti mini macchine, si presenta al proprio debutto più luminosa che mai, con circa 100 lumini che le forniscono ulteriore splendore; e i piccoli facchini sono smaniosi di condurla nel cuore di una città che attende solo di essere illuminato dalla sua grazia e dalla sua bellezza.

Dopo l’inno dei mini facchini cantato da Sofia Biordi, ecco la cerimonia di consegna degli attestati in Piazza Dante, svoltasi alla presenza del vescovo Lino Fumagalli, del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, dei capofacchini dei quartieri Pilastro e Santa Barbara, delle autorità politiche del territorio e di un pubblico più che mai presente e partecipe.

Dopodiché Luce di Rosa si leva alle ore 21.20, a seguito del tradizionale e sempre emozionate “Sollevate e fermi”.

Il primo passaggio, il più insidioso, è quello sotto l’arco Torellini, che i facchini affrontano però come meglio non si potrebbe, flettendo in maniera impeccabile le ginocchia e proseguendo senza problemi il proprio cammino.

Il seguito del percorso (che vede la presenza di tredici fermate) viene svolto senza troppe difficoltà, con Luce di Rosa che, dopo essere divenuta più alta di mezzo metro lungo il percorso grazie all’azione di un pistone ad azoto, arriva trionfalmente in piazza del Plebiscito tra l’ovazione generale per compiere una spettacolare girata.

Da lì via Roma prima e Corso Italia poi, fino a giungere in piazza Verdi, da dove la mini macchina parte per una delle parti più spettacolari del percorso: quello della salita di Santa Rosa.

I piccoli facchini, con negli occhi le imprese dei loro colleghi più grandi, affrontano il tutto senza paura, correndo sull’ascesa che porta verso il santuario con i quattro quintali di Luce di Rosa sulle spalle, seguendo con precisione il ritmo scandito dagli ordini del capofacchino Alessandro Lucarini, giunto al suo 25° trasporto.

L’impresa, riuscita anche quest’anno, è il preludio al trionfo e al giubilo conclusivo, massima espressione di una passione e di una fede riassunti al meglio nella scritta presente alla base della mini macchina: “Viterbium ad Rosam vivet”.

E’ fatta. Luce di Rosa ha concluso il suo primo e storico tragitto senza indugi, illuminando la prima notte di settembre con la sua straordinaria bellezza; una bellezza di cui, sabato prossimo, potrà godere anche Vitorchiano, paese in cui Luce di Rosa brillerà quest’anno in via eccezionale.

Massimiliano Chindemi

Commenta con il tuo account Facebook
Share.

Comments are closed.