ACQUAPENDENTE – La Diocesi di Orvieto-Todi, la Diocesi di Viterbo, l’Opera del Duomo di Orvieto, la Basilica Concattedrale del Santo Sepolcro di Acquapendente, il Comune di Acquapendente ed il Comune di Orvieto organizzeranno Sabato 6 Maggio una giornata di ricordo per Sua Eminenza Monsignor Francesco Pieri. Mattinata di appuntamenti ad Orvieto (Piazza Duomo – Museo Emilio Greco). A partire dalle ore 10.00 saluti delle autorità, introduzione lavori Sua Eminenza Monsignor Benedetto Tuzia Vescovo di Orvieto-Todi, relazioni Don Enrico Castauro – Renzo Chiovelli su “Sua Eminenza Francesco Pieri ed Acquapendente”, Giuseppe M. Della Fina “Gli anni di episcopato in Orvieto 1941-1961) e Luca Giuliani “L’attività di Sua Eminenza Francesco Pieri nelle immagini del fondo fotografico dell’Archivio Vescovile di Orvieto”.

Nel pomeriggio trasferimento presso la Basilica del Santo Sepolcro di Acquapendente dove introdurranno i lavori Sua Eminenza Benedetto Tuzia Vescovo di Orvieto-Todi e Sua Eminenza Monsignor Fabio Fabene sottosegretario del Sinodo dei Vescovi e già Vescovo titolare della Città di Acquapendente. Il Parroco di Acquapendente Don Enrico Castauro, Renzo Chiovelli, Giuseppe M.Della Fina e Luca Giuliani interverranno ed approfondiranno i temi già discussi in mattinata nelle Diocesi umbra. Alle ore 18.30 Santa Messa Pontificale presieduta da Sua Eminenza Monsignor Lino Fumagalli Vescovo di Viterbo e concelebrata da Sua Eminenza Monsignor Benedetto Tuzia e da Sua Eminenza Monsignor Fabio Fabene. Nato da umile famiglia nella cittadina di Acquapendente, ebbe un fratello sacerdote ed una sorella monaca di clausura, morti entrambi in giovane età. Compì gli studi nei seminari di Acquapendente e Montefiascone, per conseguire il dottorato in teologia presso il Collegio Leonino di Anagni il 31 luglio 1927. Ordinato diacono ad Anagni il 31 luglio 1925, ricevette l’ordinazione sacerdotale il 3 aprile 1926 nella cattedrale di Acquapendente dal vescovo Tranquillo Guarneri. Sin da giovanissimo ebbe alcuni incarichi nella diocesi di Acquapendente. Nell’agosto del 1927 fu nominato cancelliere vescovile; nel 1929 docente di teologia presso il seminario diocesano, nel 1930, a soli 28 anni, divenne canonico della cattedrale. Ben presto la Curia romana lo chiamò presso la congregazione concistoriale, ove prese servizio nel 1934 col rango di officiale.

A Roma Pieri ricopriva anche il ruolo di assistente diocesano di Azione Cattolica e spesso si dedicava alla predicazione nelle più importanti basiliche. Il 2 gennaio 1941, a soli 38 anni, fu nominato vescovo titolare di Germa di Galazia e coadiutore con diritto di successione dell’ormai novantenne vescovo di Orvieto Salvatore Fratocchi. Il 26 gennaio ricevette l’ordinazione episcopale dal cardinale Raffaele Carlo Rossi in San Lorenzo in Lucina. Il 19 marzo fece ingresso nella diocesi di Orvieto, il 6 dicembre, in seguito alla morte del Fratocchi, ne divenne vescovo. Giunse ad Orvieto in qualità di coadiutore, in giovanissima età (era il più giovane vescovo d’Italia). La sua condotta nell’ufficio di governatore civile della città, assunto nei giorni del passaggio del fronte di guerra, gli valse il titolo di defensor civitatis. I fedeli orvietani infatti gli riconoscono il merito di aver salvato la Cattedrale e l’antico centro storico dalla devastazione. Partecipò al congresso eucaristico nazionale del 1949, alla Peregrinatio del Sacro Corporale in Roma in occasione dell’Anno Santo 1950, al sinodo diocesano del 1956. Prese le difese del suono delle campane nel periodo bellico, donò una preziosa lampada votiva alla Madonna di San Brizio al termine del conflitto, ideò il Corteo Storico in occasione della Processione del Corpus Domini. Da qualche tempo affetto da disturbi cardiocircolatori, nella primavera del 1961 si aggravò. Domenica 14 maggio 1961 si recò nella più isolata parrocchia della diocesi, San Pietro Aquaeortus, ove amministrò il sacramento della cresima. Lunedì 15 si recò ad Acquapendente, dove in occasione della tradizionale festa della Madonna del Fiore partecipò alla processione serale ma, giunta questa nella piazza della cattedrale, entrò in Chiesa e si accasciò al suolo. Subito soccorso dai canonici che lo avevano visto abbandonare la processione, morì dopo aver ricevuta l’assoluzione sacramentale.

Commenta con il tuo account Facebook