BAGNOREGIO – “La Comunità che cura: arrivare dove nessuno arriva” è il titolo del convegno in programma domani, 6 maggio, alle 11, presso l’auditorium “Taborra” di Bagnoregio.

A organizzare l’evento è Aribac onlus, (Associazione Riabilitatori su Base Comunitaria) nata a Bagnoregio nel 2014, unica Onlus di questo genere in Italia, composta da due medici, una psicologa e psicoterapeuta e sei Fisioterapisti, di cui una anche infermiera professionale.

Relatori del convegno sono: Ivano Mattozzi, presidente di Aribac, medico anestesista con incarico di alta specializzazione cure palliative e terapie antalgiche presso la Asl di Viterbo; Maria Francesca Cintio, infermiera professionale e fisioterapista; Carla Canofeni, psicologa e psicoterapeuta; Gigliola Giannisi, fisioterapista presso la Asl di Viterbo. Tutti i relatori aderiscono a Aribac.

Nata più di 20 anni fa nei Paesi a basse risorse economiche, la pratica riabilitativa su base comunitaria dal 2004 viene utilizzata in Nord America (USA e Canada), nel nord Europa (Svezia, Danimarca e Scozia) ed anche in Italia (Forlì, Ferrara, Torino, Bagnoregio).

Aribac Onlus opera sui principi dell’inclusione sociale: dalla cura al prendersi cura, dalla riabilitazione istituzionale, chiusa ed auto-referenziata, a quella sviluppata nella comunità, accessibile a tutti gli individui e alle famiglie, attraverso la loro piena partecipazione ed a un costo sostenibile, nello spirito dell’auto-fiducia, dell’auto-determinazione e della responsabilizzazione dimostrandosi così una risposta pratica ed efficace alle esigenze di partecipazione della persona con disabilità ed al suo desiderio di avere una qualità di vita ottimale in un contesto positivo.

Aribac Onlus collabora con i Comuni, con la ASL e con tutte le Associazioni di Volontariato che operano in un’ottica di inclusione sociale, a sostegno di un welfare equo e rispettoso dei diritti di tutti, soprattutto delle persone più fragili.

“Il nostro obiettivo è arrivare dove nessuno arriva e dove è difficile arrivare, ovvero al bisogno socio-sanitario dei cittadini più fragili e delle loro famiglie che vivono nelle nostre comunità, facendoci “ponte” ideale tra questi e Istituzioni, ASL e Comuni, che come recita l’articolo 32 della Costituzione Italiana, sono obbligate a dare la risposta a quel bisogno, ma le ridotte finanze dovute ai tagli governativi insieme a scelte strategiche, a volte, non appropriate rispondono più al bisogno del sistema che ai bisogni della fragilità” spiega Ivano Mattozzi.

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