«Mentre si avvicina la ricorrenza della commemorazione dei defunti, che nei primi giorni di novembre rende i cimiteri luoghi di intensi affetti, ricordi e memorie storiche, a Bagnoregio – comunicano Settimio Crocoli e Maria Consiglia Pompei – sta accadendo qualcosa che stride fortemente con la sacralità e l’importanza di questa celebrazione molto sentita dalla comunità.

L’area comunale immediatamente a sinistra dell’ingresso del cimitero, fino a qualche anno fa adibita a costoso quanto non attrezzato parcheggio per camper e precedentemente acquistata dal Comune come area di sosta per autovetture a servizio dei visitatori, è utilizzata da qualche tempo, e con particolare intensità proprio in questi giorni, come discarica a cielo aperto di spazzatura, con cassonetti e scarrabili stracolmi e aperti, e una montagna di sacchi neri accumulati direttamente sul terreno senza le cautele previste dalla normativa in questi casi (i sacchi, anche se ben chiusi, non possono essere a contatto con il terreno).

Già qualche anno fa, durante l’emergenza della gestione GESTA, la minoranza consiliare segnalò all’Amministrazione e alle autorità competenti il deposito a terra dei rifiuti e, sebbene ci fu risposto che tutto era a posto, la sera stessa della nostra protesta arrivarono i container, più appropriati per contenere l’immondizia.

Oggi non solo siamo da capo a dodici, ma oltre ai cassonetti traboccanti e aperti e la montagnola di sacchi neri sul terreno, aumentata in queste ore tanto che è visibile dalla strada, si aggiunge al degrado l’accumulo dei rifiuti provenienti dalla sistemazione del campo sportivo, resti di piante e terra. Riteniamo, dunque, che tornare ad avvisare di persona l’amministrazione, come abbiamo fatto in passato, non serva a molto e che sia forse più efficace sensibilizzare la popolazione, anche perché ormai l’area in questione si trova nel centro urbano, a pochi passi dai giardini pubblici e da abitazioni e negozi.

C’è da chiedersi il perché di un fatto che riteniamo grave, soprattutto dal momento che il Comune dispone di un’isola ecologica dove con minore impatto ambientale e visivo i rifiuti potrebbero essere più efficacemente depositati. Ancor più importante è capire quale sia l’origine di questi sacchi neri così diversi da quelli che diligentemente utilizzano i cittadini per la differenziata. Presto detto: è il lato B del successo turistico, cioè si tratta della grande quantità di rifiuti indifferenziati risultanti passaggio del grande flusso di visitatori.

Come il Sindaco affermava in un convegno del 2016 (http://www.catap.eu/wp-content/uploads/2016/10/C161013rm_CATAP-Biagiotti1.pdf): “Questo turismo di massa fortemente circoscritto, sia spazialmente (all’interno del borgo) che temporalmente (spesso solo poche ore) contribuisce in misura più o meno importante all’impoverimento delle risorse locali (soprattutto ambientali e naturalistiche), attraverso il traffico, l’inquinamento dell’aria, il sovrasfruttamento dei servizi, ecc, comportando problemi gestionali in condizioni ordinarie che possono plausibilmente essere ancora più gravosi in occasione di un eventuale situazione di emergenza.”

Auspichiamo, per rispetto dei defunti e della cittadinanza, che si provveda quanto prima a eliminare la sconcezza del parcheggio-discarica e a restituire dignità a questa importante area urbana.

Ci è sorto anche un dubbio: forse siamo noi a non capire il progresso? Forse dopo lo smantellamento dei due possibili centri museali della ceramica (Palazzo Petrangeli) e della mostra permanente di oggetti della civiltà contadina e paesana (la vasta collezione Anna Petrangeli) presso la cosiddetta “Casa del Vento”, stavamo assistendo all’allestimento del Louvre della “monnezza”, arte progressista».

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