«Egregio Signor Prefetto,

Le scrivo come presidente del Bio-distretto della via Amerina e delle Forre che comprende i territori dei comuni di Orte, Gallese, Vasanello, Vignanello, Vallerano, Canepina, Fabrica di Roma, Corchiano, Civita Castellana, Nepi, Castel sant’Elia, Faleria e Calcata, per sottoporLe un’emergenza, non nuova, che investe il nostro territorio.

         Mi scuso per la inusuale forma di comunicazione, quella della lettera aperta, ma le questioni che intendo sottoporLe hanno tale rilevanza pubblica che è bene abbiano anche il massimo di chiarezza e trasparenza.

         Sono ormai fin troppo numerose le segnalazioni di un uso, e abuso, dei trattamenti da fitofarmaci nelle piantagioni di nocciole, effettuati peraltro senza darne avviso visibile alla popolazione, dunque in contrasto con la disposizione che, nell’imminenza del trattamento, prevede che ne siano pubblicizzati l’informazione e l’avvertimento.

         Proprio in questi giorni il nostro territorio ha ricevuto lodevoli dichiarazioni di apprezzamento su «La Stampa» – le storie di Greenheroes – per le sue bellezze storico-naturalistiche e per le sue pratiche virtuose. Non è accettabile che l’interesse di alcuni possa mettere a rischio beni comuni quali la salute delle nostre comunità e dell’ambiente, compromettendo le opportunità di salvaguardia e di sviluppo del nostro territorio.

         Abbiamo svolto tutti un grande lavoro per far rispettare la legge, per far crescere fra i produttori e i cittadini la consapevolezza sulla gravità del problema provocato dall’inquinamento chimico. Il Covid – una drammatica testimonianza della frattura intervenuta tra uomo e natura – ci ha costretto in casa per diversi mesi; non possiamo accettare che l’uso dissennato di pesticidi ci metta nella stessa situazione. Alcuni produttori forse ritengono che dopo il Covid tutto sia permesso. È vero esattamente il contrario.

         Colgo l’occasione di questo breve scritto per ringraziare le autorità italiane che solo poche settimane fa hanno portato alla luce, a Vetralla, un deposito illegale di 16 tonnellate di pesticidi. Ricordo anche che le amministrazioni dei nostri comuni hanno emesso ordinanze e regolamenti che tengono in armonia ‘salute pubblica’ e ‘sviluppo sostenibile’. Vi sono però alcuni nelle nostre comunità i quali ritengono che i loro interessi particolari siano al di sopra di ogni regola e continuano ad ignorare quanto seri e gravi siano i danni che l’uso scriteriato dei pesticidi può causare alla salute dei cittadini e al nostro patrimonio naturale. Tutte le istituzioni debbono impegnarsi affinchè viga il rispetto delle leggi nazionali, dei regolamenti, delle ordinanze comunali.

         Chiedo a Lei che già in passato ha dimostrato sensibilità e attenzione per questo serio problema di farsi garante perché ciò accada.

         Per parte nostra, in coerenza con i nostri principi fondativi e con le cose sin qui fatte, siamo disponibili alla più piena collaborazione non solo nella denuncia delle illegalità, ma più ancora per promuovere nelle comunità locali e fra i contadini le alternative che rendono possibile un’agricoltura sostenibile, rispettosa della salute dei cittadini e del nostro ambiente».