VITERBO – “Tutto inizia quando ti dicono che la Famiglia dopo 9 mesi crescerà. Il momento tanto atteso viene accolto con entusiasmo e gioia, ognuno ti dice la propria “vai a lì che fanno l’epidurale” “vai lì che fanno il parto in acqua” “non andare lì perché non fanno il cesareo, fanno soffrire” e poi qualcuno ti dice “si, ma lì c’è la terapia intensiva neonatale ed è una garanzia in più”.

Ci rifletti e pensi che sia un qualcosa che non ti riguardi e ti chiedi perché mai in un momento così felice dovrai pensare che qualcosa possa non andare bene?

Trascorrono i 9 mesi più belli di sempre, nessun problema solo un po’ di stanchezza sul finale poi arriva finalmente la quarantesima settimana ma niente bisogna attendere ancora quaranta più uno, più due, più tre e i giorni scorrono sempre più lentamente fino ai primi dolori, la corsa in ospedale, l’attesa, l’emozione, le doglie che crescono di intensità e lì proprio dove tutti ti dicevano di non andare trovi tante persone che vivono con te quel momento; trovi un ginecologo che ti spiega che proseguendo con il parto naturale ci potrebbero essere dei rischi per la salute del tuo bambino e ti consiglia di fare un cesareo PREVENENDO ogni rischio; ti trovi con Imma che ti prende la mano e ti porta in sala operatoria anche se il suo turno è finito e rimane accanto a te fino al pianto di tuo figlio per poi correre a portare notizie al papà che fino a poco prima aveva sostenuto e fatto coraggio alla futura mamma e che invece si è poi ritrovato in un corridoio a pregare un qualsiasi Dio o Santo per la salute dei suoi cari insieme al resto della Famiglia accorsa sul posto e all’altra in perenne contatto telefonico.

E tutto questo ti far comprendere di aver preso già la prima decisione importante per la vita di tuo figlio perché scegliendo di partorire a Belcolle gli hai garantito di ricevere subito la migliore assistenza.

Nelle ore successive al parto vieni a conoscere un reparto la TIN, che non avresti mai pensato di dover conoscere, e dove trovi non delle semplici infermiere altamente specializzate ma delle donne che per giorni sono state mamme, papà, fratelli, sorelle, nonni e zii per tuo figlio e per gli altri bimbi del reparto.

Le trovi accanto a loro che non solo li curano e li tengono sotto osservazione ma li accudiscono, li coccolano e li viziano nello stesso modo che avresti fatto tu a casa. Trovi tuo figlio in un pomeriggio di “capricci”, se così si possono definire a soli sei giorni di vita, che non dorme senza che l’infermiera gli tenga la mano e lei sta lì in piedi, in una posizione scomodissima che non solo gli tiene la mano ma lo accarezza nello stesso modo di una mamma.

Trovi medici competenti e comprensivi così come tutto il personale del reparto al quale sarai riconoscente per tutta la vita non solo per aver curato tuo figlio ma per averlo trattato non come un paziente bensì con l’amore che ogni neonato merita.

Penserai a loro sempre con gratitudine perché in ogni fase vissuta hai trovato non solo professionisti preparati ma anche tanta umanità e sensibilità.

Vorremmo citare tutti i nomi uno per uno ma la lista sarebbe troppo lunga per cui diciamo solamente GRAZIE grazie al reparto di Ostetricia e Ginecologia e alla TIN di Belcolle da una mamma e un papà che tra due giorni porteranno a casa il loro “piccolo gigante” Edoardo”.

Michela Lozzi e Carlo Piacentini

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