VITERBO – (B.B.) Un Antonio Di Pietro furioso, quello apparso la mattina del 16 gennaio, davanti al Giudice di Pace viterbese Fagioni. Furioso e deluso dall’ennesima “italianata”.

 

Il processo per diffamazione contro Silvio Berlusconi sembra, infatti, far fatica a partire: alla lunga lista di rinvii collezionati, nel corso dei sette anni passati, va aggiunto quello di ieri. L’ennesimo. L’udienza slitterà a fine febbraio per un errore di notifica all’ex premier Berlusconi: la lettera di convocazione sarebbe giunta alla sede milanese del suo avvocato difensore, ma non a Palazzo Grazioli, dimora effettiva del Cavaliere.

 

I fatti ormai sanno del giurassico: si parla della primavera del 2008, quando, durante un comizio in piazza per sostenere la propria campagna elettorale, l’ex leader di Forza Italia accusò Di Pietro di essersi laureato in legge grazie all’auto dei servizi segreti. Da qui la denuncia per diffamazione e il processo, che, però, ancora è tutto da scrivere.

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email