VITERBO – I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Viterbo, nel mese di settembre 2016, avviavano un’attività d’indagine relativa ad un centro massaggi, gestito a Viterbo da una cittadina cinese che, in realtà, altro non era che una vera e propria casa di prostituzione.

Nel corso delle investigazioni, infatti, come riportato in un comunicato dell’Arma, emergeva in maniera chiara che le prestazioni del centro erano pubblicizzate sia con volantini e manifesti sia con inserzioni pubblicate su portali internet e contenevano allusioni a prestazioni di carattere sessuale.

I militari eseguivano numerosi servizi di osservazione nei pressi del centro massaggi constatando un via vai di clienti, alcuni dei quali venivano fermati all’uscita ed “interrogati”. Da costoro, si apprendeva che effettivamente all’interno del centro in questione venivano praticate prestazioni sessuali a pagamento che avevano uno specifico tariffario in base alla durata dell’incontro.

L’attività di meretricio veniva esercitata dalle dipendenti del centro, cittadine di origini cinese.

Per questa ragione, la titolare cinese, una 36enne residente a Viterbo, veniva deferita per i delitti di esercizio di una casa di prostituzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

La Procura della Repubblica di Viterbo, condividendo il quadro indiziario prodotto dai carabinieri del Nucleo Investigativo, chiedeva ed otteneva dal G.I.P. del Tribunale di Viterbo il sequestro preventivo del centro benessere, per mettere così fine alla condotta delittuosa posta in essere per lungo tempo al suo interno.

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