VITERBO – Presieduta dal Prefetto Rita Piermatti, si è svolta questa mattina la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, alla presenza dei vertici locali della Procura e delle Forze dell’Ordine, del Sindaco di Viterbo e del Presidente della Provincia.

 

All’ordine del giorno, l’analisi della situazione dell’ordine e della sicurezza del capoluogo e dell’intera provincia. In apertura il Prefetto, in relazione all’ultimo recente grave episodio di cronaca, ha rivolto un ringraziamento alle Forze di Polizia – in particolare all’Arma dei Carabinieri – per la brillante attività che ha consentito di assicurare tempestivamente alla giustizia il responsabile del fatto delittuoso che così fortemente ha scosso l’opinione pubblica locale.

 

L’efficace risposta fornita dagli apparati di sicurezza, anche in quest’ultima circostanza, ha ribadito una volta di più la presenza, mai invadente, ma sempre rassicurante dello Stato, inteso in tutte le sue articolazioni, in primis gli enti locali. Ricordando che tutta la provincia di Viterbo è un territorio non oppresso da particolari patologie criminali, il Prefetto ha, tuttavia, sottolineato che è necessario un impegno comune, sia delle Forze di Polizia, che degli amministratori e della società civile, affinché si possa proteggere adeguatamente questa condizione di sicurezza.

 

Tale obiettivo va raggiunto in maniera sinergica con l’attività delle forze di polizia ed anche con una presa di coscienza di tutta la comunità che deve essere stimolata ad acquisire passione civile, cura delle cose, rispetto del lavoro e consapevolezza dei propri rispettivi ruoli.

 

A tale riguardo, il Prefetto ha auspicato che tutti coloro i quali hanno, a vario titolo, la responsabilità dell’ ordinata e civile convivenza di questa provincia si adoperino per valorizzare e sostenere tutte le positive attività e l’impegno sociale dei giovani, diffondendo i comportamenti virtuosi e il senso di appartenenza.

 

Parimenti, il Prefetto ha sottolineato la necessità di una attenta riflessione da parte delle istituzioni sulla responsabilità che le stesse hanno nella tutela della collettività, di cui spesso risultano avulse alcune componenti significative, espressione questa di difficoltà esistenziali e di assenza di motivazioni.

 

È questo il concetto di Stato al quale bisogna tendere e per il quale bisogna impegnarsi per delineare un contesto di coesione sociale in grado di sottrarre i giovani alle lusinghe di una vita facile priva di impegno sociale.

 

Nel corso della ricognizione sullo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica provinciale si è preso atto con soddisfazione del sensibile calo (quasi un dimezzamento) dei reati denunciati, in particolare quelli predatori che destano forte allarme sociale, frutto di un impegno straordinario delle forze di polizia che hanno presidiato nel corso del 2015 in maniera efficace e consistente il territorio provinciale.

 

Ugualmente con soddisfazione, si è registrato come tutti i casi di particolare rilievo, recentemente verificatisi, abbiano trovato tempestiva risoluzione con lo scoprimento dei responsabili e la denuncia degli stessi all’autorità giudiziaria.

 

Tutto ciò deve costituire, come anche ricordato dal magistrato della Procura presente, il sensore appropriato per la percezione della sicurezza da parte dell’opinione pubblica e, a tal fine, tutti i soggetti che sono investiti di tali responsabilità assicurano ogni disponibilità a collaborare con gli organi di stampa per fornire ai cittadini una sempre puntuale e corretta informazione.

 

Anche il Sindaco ed il Presidente della Provincia hanno convenuto come gli enti locali tutti devono impegnarsi nella diffusione di messaggi capaci di rafforzare la coesione sociale ed il senso profondo di appartenenza alla comunità, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni.

 

Successivamente, si è deciso di procedere ad un aggiornamento e ad una razionalizzazione della mappa delle videosorveglianza del capoluogo al fine di poter più utilmente impiegare le numerose telecamere presenti – che hanno già consentito di ottenere importanti risultati sotto il profilo e delle indagini di polizia giudiziaria che della deterrenza – nonché di individuare quegli ambiti dove è necessario un’ implementazione del sistema. Tale risorsa costituirà un supporto di particolare efficacia al piano coordinato di controllo del territorio che, a breve, sarà rivalutato per una sua rimodulazione più aggiornata e rispondente alle esigenze evidenziatesi. (c)

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