VITERBO – “La bomba era proprio dietro di me. Ho sentito l’esplosione, ho visto le fiamme a destra e sinistra e sono uscito, subito”. Inizia così il racconto a ilfattoquotidiano.it di Alfonso Cardarelli, 24enne viterbese, a Londra per perfezionare la laurea con un corso di legal english.

“Mi sono bruciato i capelli, sulla nuca, e le orecchie – racconta al ilfattoquotidiano.it -. Mi sono sfilato lo zaino, che aveva preso fuoco: sono rimasti i segni anche sul giubbotto. Ho visto qualche donna con le gambe rovinate perché era caduta a terra”.

La bomba – prosegue l’articolo – era in un secchio di vernice, nascosta in una borsa frigo “di quelle che ti danno al supermercato per tenere i surgelati. Quando sono entrato nel vagone non c’era, l’hanno sicuramente lasciata dopo vicino alle porte, ma c’era troppa gente per notare qualcosa o qualcuno. Fortunatamente è una stazione sopraelevata, all’aperto: se fosse esplosa una o due stazioni dopo, sarebbe stato un massacro.

Dieci minuti dopo l’esplosione, i vigili del fuoco sono entrati in stazione, poi sono arrivate le di ambulanze, si sentivano sirene ovunque.

Non ho realizzato subito cosa stava accadendo: poi ho visto le persone piangere e urlare, correndo in tutte le direzioni. Alcune si lanciavano oltre le recinzioni della stazione, in strada.

Alcune persone, fuori, parlavano di un innesco con un dispositivo elettronico perché nessuno ha sentito alcun rumore. Solo il boato, poi il fuoco.

Il primo pensiero nella confusione – rivela Cardarelli a ilfattoquotidiano.it – è stato chiamare a casa. “Mia madre pensava stessi scherzando. Paradossalmente sono più spaventato ora, che comincio a capire bene cosa è successo e quanto abbiamo rischiato grosso. La scuola si è offerta di mettermi a disposizione una macchina con Uber. Non so ancora bene cosa farò nei prossimi giorni, ma sinceramente io, in metropolitana, non ci voglio tornare”.

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